Frutta e verdura con più pesticidi: uno studio rivela legami tra consumo e livelli nelle urine

Un’analisi condotta dall’Environmental Working Group mostra che mangiare alimenti ad alta concentrazione di pesticidi aumenta l’esposizione umana, confermando i dati dell’agricoltura statunitense.

Pesticidi nei prodotti e tracce nell’organismo

Mangiare spesso fragole, spinaci, peperoni e altri alimenti con elevati residui di pesticidi può aumentare sensibilmente i livelli di queste sostanze nel corpo. È quanto emerge da una ricerca dell’Environmental Working Group (EWG), pubblicata sull’International Journal of Hygiene and Environmental Health.

Gli studiosi hanno confrontato i dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) sui residui presenti nei prodotti agricoli con campioni di urina raccolti nell’ambito della National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES). L’indagine ha mostrato una correlazione diretta: chi consuma più alimenti contaminati presenta concentrazioni più alte di pesticidi.

Secondo gli autori, il metodo adottato consente di stimare in modo affidabile l’esposizione complessiva ai pesticidi nella dieta, offrendo una visione d’insieme più realistica rispetto alle analisi su singole sostanze.

Le sostanze più presenti e i rischi per la salute

L’edizione 2025 della guida EWG “Dirty Dozen” ha individuato 203 pesticidi in totale, con i livelli più alti in spinaci, fragole, cavolo riccio, uva, pesche, ciliegie, mele e patate. I prodotti con la miscela più tossica di sostanze chimiche risultano fagiolini, spinaci, peperoncini e cavoli a foglia. Al contrario, ananas, mais dolce, avocado, papaya, cipolle e mango figurano tra i meno contaminati.

Gli esperti ricordano che i pesticidi sono stati associati a diversi effetti sulla salute, tra cui malformazioni congenite, problemi neurologici, alterazioni ormonali e riduzione della fertilità. I bambini risultano particolarmente vulnerabili, soprattutto durante la gravidanza e i primi anni di vita.

Come ridurre l’esposizione

Pur evidenziando i rischi, i ricercatori sottolineano che non bisogna limitare il consumo di frutta e verdura, fondamentali per una dieta equilibrata. Si consiglia piuttosto di preferire i prodotti meno contaminati o di origine biologica e di lavare accuratamente quelli convenzionali.

La Food and Drug Administration (FDA) raccomanda di sciacquare gli alimenti sotto acqua corrente per almeno 20 secondi, utilizzare spazzole per prodotti a buccia dura come patate e cetrioli, e asciugare con un panno pulito. Non è necessario usare saponi o detergenti, poiché la frutta e la verdura sono porose e potrebbero assorbirli.

Le verdure confezionate come “triplamente lavate” non richiedono ulteriori risciacqui, mentre per lattuga e cavolo è bene eliminare le foglie esterne e risciacquare con cura.

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