Da un recente studio condotto da un equipe di ricercatori dell’Urologia universitaria diretta dal professor Dario Fontana alle Molinette, è emerso che il test delle urine annuncia il rischio di un tumore alla vescica.
I ricercatori hanno affermato che tale test garantisce una precisione pari al 96% di probabili
tà. In questo modo il test delle urine evita ai pazienti di sottoporsi ad esami più invasivi e dolorosi.
Lo studio è durato circa 7 anni ed è stato condotto in collaborazione con il dipartimento di Genetica, biologia e biochimica del professor Francesco Turrini. Il professor Fontana ha recentemente dichiarato: «Nella maggior parte dei casi, oggi la diagnosi si basa ancora sul riconoscimento dei sintomi, primo fra tutti la presenza di sangue nelle urine. Ma quando questo segnale compare, circa un quarto dei pazienti ha già un tumore infiltrante che non può essere trattato con la semplice terapia endoscopica, ma richiede l’asportazione della vescica».
Il cancro della vescica è il tumore più comunemente diagnosticato. I dati parlano chiaro. Circa 50.000 di noi svilupperanno il cancro della vescica quest’anno, e più di 12.000 moriranno di questa malattia.
In particolare le principali vittime ogni anno di tumore alla vescica sono gli uomini (35.000) e 15.000 le donne. I numero di casi più alti si riscontrano negli Stati Uniti, la malattia sembra più diffusa fra i bianchi che fra i Latino-Americani e gli Afro-Americani.
Le cause del tumore alla vescica sono sconosciute. Alcuni studi però hanno messo in evidenza come ad incidere siano particolari agenti trovati nelle urine, il fumo da sigaretta, sigari e pipa. Questi ultimi aumentano notevolmente il rischio di contrarre la malattia, il 50% dei casi.