Il dottor Timothy Wilt, nel corso dello studio Prostate Intervention Versus Observation Trial, ha messo in dubbio l’efficacia dell’intervento chirurgico finalizzato all’asportazione della prostata in caso di tumore. Lo studio è apparso sulle pagine di “The Indipendent”. La ricerca è stata condotta su 731 uomini affetti da tumore alla prostata.
Il dottor Wilt ha spiega “coloro che si erano sottoposti all’intervento di rimozione della prostata hanno avuto meno del 3% di benefici in termini di tempo di sopravvivenza rispetto a quanti non avevano subito l’operazione”.
Gli studiosi hanno seguito tali pazienti nel corso di diversi anni proprio per valutare al meglio gli effetti post-operatori.
L’intervento chirurgico di rimozione della prostata, ovvero la prostatectomia, non è efficace. Questo è quanto sostengono dunque i ricercatori inglesi.
I risultati di questo studio sono stati comunicati durante il congresso di urologi tenutosi a Parigi. Questa ricerca dunque mette in discussione la terapia in grado di rimuove il tumore alla prostata.
In Italia vengono diagnosticati circa 8 mila nuovi casi all’anno di tumore alla prostata. Un uomo su 16 nel nostro Paese sviluppa un tumore della prostata.
Sintomi: nelle fasi iniziali il cancro alla prostata è asintomatico e viene diagnosticato in seguito alla visita urologica.
Nella fase successiva questi sono i sintomi più diffusi:
-difficoltà a urinare
-bisogno di urinare spesso
-dolore quando si urina
-sangue nelle urine o nello sperma
-sensazione di non riuscire a urinare in modo completo.