Dopo una giornata al mare, può comparire un forte prurito sulla pelle esposta al sole, anche in assenza della classica scottatura. In alcuni casi si formano piccoli puntini rossi, bollicine o chiazze in rilievo su décolleté, braccia, spalle e gambe.
Il disturbo viene spesso liquidato come semplice eritema. Una possibile spiegazione, però, è la lucite polimorfa, conosciuta anche come dermatite polimorfa solare o eruzione polimorfa alla luce.
Si tratta di una reazione infiammatoria della pelle provocata dall’esposizione ai raggi ultravioletti. Compare soprattutto in primavera e all’inizio dell’estate, quando la pelle viene esposta improvvisamente a una luce solare intensa dopo diversi mesi. (nhs.uk)
Come si presenta la lucite estiva
La lucite non ha sempre lo stesso aspetto. Può manifestarsi con:
- piccoli puntini o rilievi ravvicinati;
- chiazze rosse e secche;
- minuscole vescicole;
- gonfiore;
- prurito o bruciore intenso.
Le lesioni possono comparire alcune ore dopo l’esposizione, ma in certi casi si presentano soltanto il giorno successivo. Questa caratteristica può rendere difficile collegare immediatamente il disturbo al sole. (DermNet®)
Le zone maggiormente coinvolte sono quelle rimaste coperte durante l’inverno e improvvisamente esposte, come petto, spalle, parte superiore delle braccia e gambe.
Viso e mani possono essere meno colpiti perché ricevono luce solare più frequentemente durante tutto l’anno.
Qual è la differenza rispetto a una scottatura
La scottatura solare provoca generalmente un arrossamento uniforme, calore, dolore e sensibilità al tatto. Nei casi più intensi possono comparire vesciche e successiva desquamazione.
La lucite provoca invece soprattutto prurito e una vera e propria eruzione cutanea, formata da puntini, piccole bolle o chiazze. La pelle circostante potrebbe non apparire particolarmente scottata.
Anche una scottatura può comunque provocare prurito, gonfiore e vesciche. Non è quindi sempre possibile distinguere i due disturbi osservando soltanto la pelle. (ISSalute)
Quanto dura il prurito dopo il sole
L’eruzione tende a migliorare evitando ulteriori esposizioni. In molti casi scompare nell’arco di circa una settimana, ma può durare più a lungo se la persona continua a prendere il sole.
Il problema può ripresentarsi dopo una nuova esposizione. Con il passare dell’estate, tuttavia, alcune persone sviluppano una maggiore tolleranza e gli episodi diventano meno frequenti. (nhs.uk)
Questa apparente abitudine al sole non significa che la pelle sia protetta dai danni provocati dai raggi ultravioletti. Le normali precauzioni devono quindi essere mantenute.
Cosa fare quando compaiono puntini e prurito
La prima cosa da fare è sospendere l’esposizione e proteggere completamente la zona interessata.
Per alleviare il fastidio possono essere utili impacchi freschi, prodotti emollienti o una lozione alla calamina. Un farmacista può valutare l’impiego di un antistaminico quando il prurito è particolarmente intenso. (nhs.uk)
È meglio evitare di grattare le lesioni, perché la pelle potrebbe irritarsi ulteriormente o infettarsi.
Creme cortisoniche e altri farmaci non dovrebbero essere utilizzati autonomamente. Nei casi più importanti possono essere prescritti dal medico o dal dermatologo dopo aver verificato la natura dell’eruzione.
La crema solare può non essere sufficiente
Per limitare la ricomparsa del problema è consigliabile utilizzare una protezione ad ampio spettro, con fattore elevato e adeguata copertura contro i raggi UVA.
La crema deve essere applicata in quantità sufficiente prima dell’esposizione e rinnovata regolarmente, soprattutto dopo il bagno o una forte sudorazione. Il NHS raccomanda, in caso di lucite, una protezione con SPF 50 o superiore, insieme a cappello e indumenti protettivi. (nhs.uk)
Affidarsi soltanto alla crema può però non bastare. Alcune radiazioni UVA possono attraversare anche i vetri e non tutti i prodotti garantiscono la stessa protezione. (DermNet®)
Nelle ore centrali della giornata è quindi preferibile rimanere all’ombra e coprire le zone che tendono a sviluppare l’eruzione.
Attenzione ai farmaci che aumentano la sensibilità al sole
Una reazione insolita dopo l’esposizione può essere legata anche a un farmaco fotosensibilizzante.
Tra i medicinali che possono aumentare la sensibilità cutanea rientrano alcuni antibiotici, diuretici, antinfiammatori e farmaci cardiovascolari. La reazione può apparire sulle zone esposte con margini piuttosto netti rispetto alla pelle coperta dagli indumenti. (DermNet®)
Non bisogna sospendere autonomamente una terapia. È opportuno controllare il foglio illustrativo e chiedere indicazioni al medico o al farmacista.
Anche profumi, cosmetici o sostanze vegetali presenti sulla pelle possono contribuire ad alcune reazioni provocate dalla combinazione tra prodotto e luce solare.
Quando può essere orticaria solare
Quando prurito, ponfi e gonfiore compaiono entro pochi minuti dall’esposizione e migliorano rapidamente una volta raggiunta l’ombra, potrebbe trattarsi di orticaria solare.
È una condizione rara e diversa dalla lucite, che generalmente compare dopo diverse ore. Se interessa una parte molto estesa del corpo, l’orticaria solare può essere accompagnata da mal di testa, nausea o sensazione di svenimento. (DermNet®)
Quando rivolgersi al medico
È opportuno chiedere una valutazione quando l’eruzione:
- non migliora dopo circa una settimana;
- diventa sempre più estesa o gonfia;
- compare ogni volta che ci si espone al sole;
- interessa anche zone normalmente coperte;
- è iniziata dopo l’assunzione di un nuovo farmaco;
- è accompagnata da stanchezza estrema, dolori muscolari o articolari.
Una visita è importante anche quando il disturbo compare per la prima volta, perché diverse malattie della pelle possono diventare più evidenti con l’esposizione solare. (nhs.uk)
In presenza di gonfiore del volto o della gola, difficoltà respiratoria, vertigini o sensazione di svenimento bisogna invece richiedere assistenza sanitaria immediata.
