La stagione influenzale 2025 è iniziata prima del previsto e con una circolazione intensa del virus, mettendo sotto pressione i sistemi sanitari europei.
Diffusione precoce e aumento dei contagi
La stagione influenzale 2025 si è aperta in modo anomalo, con una diffusione anticipata e più intensa rispetto agli anni precedenti. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità per la Regione europea, l’attività influenzale è iniziata circa quattro settimane prima del consueto e sta coinvolgendo in modo significativo oltre la metà dei Paesi monitorati.
Almeno 27 dei 38 Stati che hanno trasmesso i dati registrano livelli di circolazione elevati o molto elevati. In diversi Paesi europei, più della metà delle persone sottoposte a test per sindrome simil-influenzale risulta positiva, indicando una trasmissione rapida e diffusa del virus nella popolazione generale. Questo andamento sta generando una pressione crescente sui servizi sanitari, in particolare nel periodo che precede le festività invernali.
Il ruolo del nuovo ceppo A/H3N2
A caratterizzare la stagione in corso è la predominanza del ceppo influenzale A/H3N2, sottoclade K, responsabile della maggior parte dei casi confermati nella Regione europea. Non emergono al momento evidenze di una maggiore gravità clinica, ma la novità genetica del ceppo riduce il livello di immunità preesistente nella popolazione.
Questa condizione favorisce un aumento dei contagi e contribuisce a spiegare la rapida espansione dell’infezione. I bambini in età scolare continuano a rappresentare il principale veicolo di diffusione del virus nella comunità, mentre gli adulti più anziani restano la fascia più esposta alle forme gravi che richiedono il ricovero ospedaliero. Il picco stagionale è atteso tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio.
Vaccinazione e misure di prevenzione
La vaccinazione antinfluenzale rimane lo strumento più efficace per ridurre il rischio di complicanze, soprattutto nelle persone anziane, nei soggetti con patologie croniche, nelle donne in gravidanza, nei bambini e negli operatori sanitari. I primi dati indicano che il vaccino stagionale in uso contribuisce a limitare le conseguenze più severe dell’infezione, anche in presenza del ceppo A/H3N2.
Accanto alla vaccinazione, restano centrali le misure di prevenzione individuale: evitare i contatti quando si hanno sintomi, mantenere una corretta igiene delle mani, arieggiare gli ambienti chiusi e adottare comportamenti responsabili. In una stagione influenzale complessa, un’informazione corretta e basata su dati scientifici affidabili rappresenta uno strumento essenziale per tutelare la salute pubblica.
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