Il virus influenzale H3N2 mostra mutazioni che ne aumentano la trasmissibilità. Gli esperti invitano alla vaccinazione per ridurre il rischio di forme gravi.
Nuove mutazioni e contagio più rapido
La stagione influenzale 2025-2026 ha registrato un anticipo significativo in Paesi come Giappone e Regno Unito, con un aumento sensibile dei casi, in particolare tra i bambini in età scolare. Alcuni istituti giapponesi hanno sospeso temporaneamente le lezioni per contenere la diffusione del virus.
Secondo i dati diffusi dai centri di ricerca, il ceppo H3N2 ha sviluppato sette nuove mutazioni identificate già a giugno 2025, al di fuori del consueto periodo stagionale. Queste variazioni rendono il virus più capace di eludere l’immunità indotta da precedenti infezioni o dalla vaccinazione. Gli esperti del Centre for Pathogen Evolution dell’Università di Cambridge hanno segnalato che tali mutazioni potrebbero avere un impatto su scala globale e diffondersi rapidamente.
Intensità dei sintomi e diffusione globale
Le analisi del World Influenza Centre indicano che il nuovo H3N2 mostra una trasmissibilità più elevata rispetto alle stagioni passate, con un indice R stimato di 1,4, superiore all’1,2 registrato normalmente. I sintomi restano simili a quelli delle altre forme influenzali — febbre alta, dolori muscolari e affaticamento — ma tendono a essere più intensi e prolungati. Dall’esperienza australiana emergono anche episodi di malattia più rapidi e persistenti, soprattutto tra i soggetti più giovani.
Vaccino e prevenzione restano fondamentali
Nonostante le mutazioni possano ridurre in parte l’efficacia dei vaccini stagionali, la vaccinazione antinfluenzale continua a rappresentare la principale difesa contro le forme gravi della malattia. Gli esperti raccomandano anche l’uso di mascherine negli ambienti affollati, l’igiene accurata delle mani e la prudenza in ospedali e strutture sanitarie.
Secondo gli epidemiologi dell’Università di Oxford, una copertura vaccinale più ampia è in grado di contenere i ricoveri e limitare la pressione sui sistemi sanitari. I segnali raccolti finora fanno temere una stagione influenzale più impegnativa rispetto agli ultimi dieci anni.
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