In Italia quasi 700mila persone colpite in una settimana. Circola con forza il ceppo A/H3N2 nella sua variante K, già dominante in diversi Paesi.
La variante K e la diffusione dei contagi
La stagione influenzale mostra un’accelerazione significativa. I dati RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità stimano circa 695mila nuovi casi nella prima settimana di dicembre, portando a 4 milioni il totale dall’inizio del monitoraggio. A trainare l’aumento è soprattutto il virus A/H3N2, che quest’anno include un ceppo identificato come variante K, già responsabile dell’allungamento della stagione influenzale nell’emisfero Sud.
Il nuovo ceppo si è diffuso rapidamente in Paesi come Australia e Nuova Zelanda, generando focolai estesi e anticipando un possibile incremento della pressione sui sistemi sanitari dell’emisfero Nord. Gli specialisti ricordano che si tratta di una mutazione naturale del virus influenzale e non di un agente più aggressivo, ma evidenziano che la scarsa circolazione di H3N2 negli anni precedenti lascia ampie fasce della popolazione prive di immunità recente.
L’impatto in Italia e le Regioni più colpite
Nel nostro Paese, l’incidenza settimanale ha raggiunto 12,4 casi ogni mille assistiti, con i bambini sotto i 4 anni ancora una volta la categoria più esposta: l’incidenza in questa fascia supera tre volte quella della popolazione generale, arrivando a 38 casi ogni mille. Le Regioni con i livelli più elevati sono Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Sardegna.
Secondo l’analisi epidemiologica, i valori osservati si collocano all’interno delle dinamiche tipiche del periodo. Il picco, come avviene quasi ogni anno, potrebbe verificarsi tra la fine di dicembre e le prime settimane di gennaio, con la possibilità che l’incidenza resti alta anche oltre la soglia di inizio 2026.
Picco imminente e misure di prevenzione
Gli istituti sanitari segnalano un incremento costante delle infezioni respiratorie acute, in linea con le previsioni stagionali. Anche se non è possibile individuare con precisione la data del picco, le prossime due settimane rappresentano la finestra più probabile per il massimo della diffusione.
Le raccomandazioni restano invariate: vaccinarsi, curare l’igiene delle mani, evitare ambienti chiusi affollati in presenza di sintomi e rispettare le misure di protezione respiratoria. La vaccinazione è ancora utile, poiché la circolazione dei virus influenzali proseguirà per diverse settimane.
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