Un nuovo studio italiano mostra come l’uso combinato di intelligenza artificiale e realtà aumentata migliori l’efficacia e il recupero dopo la rimozione del tumore prostatico.
Come funziona la nuova procedura
Dalle immagini della risonanza magnetica ingrandite dall’intelligenza artificiale nasce un modello tridimensionale della prostata che, grazie alla realtà aumentata, viene proiettato in tempo reale nel campo operatorio. Il chirurgo, assistito da un robot, può così orientarsi con una mappa anatomica precisa, visualizzando anche le strutture più delicate e riducendo al minimo i margini di errore.
Questa tecnologia rappresenta una delle più promettenti innovazioni nella chirurgia mini-invasiva del tumore alla prostata, permettendo di intervenire con maggiore radicalità, riducendo le complicanze e velocizzando il recupero post-operatorio.
Lo studio Riders e i risultati clinici
La sperimentazione, denominata Riders e pubblicata sulla rivista European Urology, è stata coordinata dall’Irccs di Candiolo con il contributo dell’Università di Torino. Sono stati coinvolti 133 pazienti con carcinoma prostatico in fase iniziale o localmente avanzata, suddivisi in due gruppi:
- 84 sottoposti a prostatectomia radicale robot-assistita standard;
- 49 operati con il supporto dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata.
I risultati mostrano un chiaro vantaggio per la nuova procedura: la presenza di margini positivi nei fasci neurovascolari è scesa dal 39% al 22%, segno di una resezione più precisa.
Il recupero funzionale ha registrato un netto miglioramento, con un 91% di pazienti continenti dopo 12 mesi, rispetto al 71% del gruppo tradizionale. La funzione sessuale si è mantenuta stabile in entrambi i casi, attestandosi intorno al 40%.
Verso il futuro della chirurgia urologica
Gli studiosi sottolineano che l’obiettivo è ora replicare i risultati su campioni più ampi, per consolidare i dati e rendere la tecnologia accessibile su scala più estesa.
In Italia, il cancro della prostata resta il tumore più diagnosticato negli uomini, con oltre 40.000 nuovi casi nel 2024. L’approccio combinato tra chirurgia robotica, IA e realtà aumentata apre la strada a una medicina sempre più personalizzata, capace di coniugare controllo oncologico e qualità di vita, riducendo il rischio di complicanze e favorendo un ritorno più rapido alle attività quotidiane.