La sorveglianza sanitaria amplia il monitoraggio a tutti i virus respiratori: focus su influenza, RSV e COVID-19, con attenzione a fragili, anziani e bambini.
Tutti i virus sotto osservazione
La stagione influenzale 2025–26 parte con un nuovo sistema di monitoraggio: oltre all’influenza classica, vengono osservate tutte le infezioni respiratorie acute (ARI), tra cui RSV, SARS-CoV-2, rinovirus e adenovirus. L’obiettivo è fotografare con maggiore precisione l’andamento dei virus che, tra fine autunno e inverno, affollano studi medici e pronto soccorso.
Gli esperti segnalano la possibilità di forme più severe soprattutto tra anziani, fragili e bambini, nei quali un’infezione respiratoria può evolvere in polmonite o insufficienza respiratoria.
Le previsioni parlano di circa 15–16 milioni di casi in Italia, numeri simili alla scorsa stagione ma con il rischio di quadri clinici più complessi nei soggetti vulnerabili.
L’analisi delle stagioni nell’emisfero sud fornisce utili indicazioni: in Australia ha prevalso il virus B/Victoria, con forte impatto pediatrico, mentre in Giappone è già stata dichiarata l’epidemia stagionale. A livello globale, i ceppi A/H1N1pdm09 e A/H3N2 restano i principali responsabili delle forme più aggressive.
Sintomi, diagnosi e prevenzione
La vera influenza si manifesta con febbre alta e improvvisa, sintomi respiratori (tosse, naso chiuso, gola infiammata) e disturbi sistemici come dolori muscolari e spossatezza marcata. L’incubazione è di due o tre giorni, la fase acuta dura circa cinque, ma la stanchezza può protrarsi oltre una settimana.
Il raffreddore comune resta invece più lieve, con febbre assente o modesta, mentre il COVID-19 oggi si presenta con sintomi simili ma può causare tosse persistente e alterazioni di gusto o olfatto.
Per i bambini piccoli, attenzione ai segnali del virus respiratorio sinciziale (RSV): respiro affannoso, difficoltà a mangiare e segni di fatica respiratoria richiedono sempre una valutazione pediatrica.
Gli esperti spiegano che la gravità non dipende solo dal virus, ma anche da età, condizioni di salute e stato vaccinale. Le co-infezioni tra virus diversi o con batteri aumentano ulteriormente il rischio di complicazioni.
Le raccomandazioni di prevenzione includono:
- vaccinazione antinfluenzale per le categorie a rischio;
- co-vaccinazione con il nuovo vaccino COVID-19 aggiornatο alle varianti circolanti;
- vaccinazione o anticorpi monoclonali anti-RSV per neonati e anziani;
- igiene delle mani, aerazione frequente degli ambienti e mascherina in luoghi affollati o se si è sintomatici.
Vaccini e terapie per la stagione 2025–26
I vaccini antinfluenzali 2025–26 includono i ceppi A/H1N1pdm09, A/H3N2 e B/Victoria. Sono disponibili formulazioni quadrivalenti standard per adulti, vaccini adiuvati o ad alto dosaggio per over 65 e fragili, e spray nasale attenuato per i bambini dove previsto.
La vaccinazione in gravidanza è raccomandata in qualunque trimestre per proteggere madre e neonato.
La finestra ideale per vaccinarsi è ottobre–novembre, ma la somministrazione resta utile finché la curva epidemica è in crescita.
L’immunità si consolida in circa due settimane e, anche quando non evita del tutto il contagio, riduce in modo significativo i casi gravi e le complicanze.
Per le forme confermate di influenza, il trattamento con antivirali specifici (oseltamivir, zanamivir, peramivir, baloxavir) è efficace se avviato entro 48 ore. Gli antibiotici non sono utili contro i virus, ma solo in caso di sovrainfezioni batteriche valutate dal medico.
Sul piano quotidiano, valgono alcune semplici regole:
- restare a casa con febbre o sintomi marcati;
- rientrare solo dopo almeno 24 ore senza febbre e in buone condizioni;
- lavare spesso le mani e coprirsi bocca e naso con il gomito quando si tossisce o starnutisce.
Per i bambini, niente scuola in presenza di febbre, idratazione costante e riposo. È fondamentale evitare il contatto con i nonni o soggetti fragili in caso di sospetta influenza.
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