L’alito cattivo non dipende solo dai cibi che si consumano: spesso è un segnale di problemi orali o disturbi sistemici che vanno individuati e trattati.
Cos’è l’alitosi e perché si manifesta
L’alitosi è un disturbo molto diffuso che può creare disagio nelle relazioni quotidiane. Spesso è causata da scarsa igiene orale, carie o gengiviti, ma anche da bocca secca o cattive abitudini come fumo e alcol. In altri casi può segnalare disturbi gastrointestinali o metabolici, come il reflusso gastroesofageo o il diabete.
L’origine è per lo più orale: la placca e i residui di cibo favoriscono la proliferazione di batteri che rilasciano composti solforati maleodoranti. Anche la lingua, se non pulita correttamente, può trattenere microrganismi responsabili del cattivo odore.
Quando la causa non è nella bocca
Alcune infezioni del naso o della gola — come sinusiti o tonsilliti croniche — possono provocare alito pesante. In rari casi, il sintomo è legato a problemi renali, epatici o digestivi. Anche la riduzione della saliva, dovuta a farmaci o respirazione a bocca aperta, favorisce la comparsa dell’alitosi.
È importante quindi distinguere l’alito cattivo occasionale, dovuto a un pasto o a un risveglio mattutino, da quello persistente che richiede la valutazione del dentista o del medico.
Come prevenire e trattare l’alito cattivo
Una corretta igiene orale resta la prima arma di difesa: lavare denti e lingua almeno due volte al giorno, usare il filo interdentale e sostituire lo spazzolino ogni tre mesi. È utile bere acqua frequentemente, limitare fumo e alcol e preferire alimenti leggeri.
Chi porta protesi o apparecchi deve pulirli con cura ogni giorno. Se l’alito cattivo non passa, una visita odontoiatrica può individuare carie, gengiviti o infezioni. Quando invece la causa è sistemica, sarà lo specialista a prescrivere esami e cure mirate.
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