La menopausa accelera la perdita di massa ossea e aumenta il rischio di osteoporosi. Alimentazione, attività fisica e controlli mirati sono fondamentali per la prevenzione.
Perché la menopausa influisce sulle ossa
L’osteoporosi è una patologia caratterizzata da una progressiva riduzione della densità ossea, con aumento della fragilità e del rischio di fratture. Questo processo può manifestarsi in diverse fasi della vita, ma la menopausa rappresenta un momento critico: il calo degli estrogeni riduce l’assorbimento del calcio e stimola un’attività più intensa degli osteoclasti, le cellule responsabili del riassorbimento dell’osso.
Il rimodellamento osseo, che normalmente rinnova circa il 10% della massa scheletrica ogni giorno, perde equilibrio in questa fase. La riduzione degli ormoni sessuali porta a un’accelerazione della perdita minerale, rendendo lo scheletro più vulnerabile.
Fattori di rischio e diagnosi
Oltre alla carenza ormonale, esistono fattori che aumentano la probabilità di sviluppare osteoporosi: familiarità, magrezza eccessiva, scarsa assunzione di calcio, sedentarietà, fumo, abuso di alcol, oltre a patologie croniche come ipertiroidismo o disturbi renali. Anche alcuni farmaci, come i corticosteroidi, possono favorire la demineralizzazione ossea.
Spesso la malattia è silenziosa fino alla comparsa di fratture o alla riduzione dell’altezza dovuta a deformazioni vertebrali. La diagnosi si effettua tramite mineralometria ossea computerizzata (MOC), che consente di valutare con precisione la densità minerale e individuare precocemente i casi a rischio.
Prevenzione e trattamenti disponibili
La prevenzione resta la strategia più efficace. Una dieta equilibrata con adeguato apporto di calcio e vitamina D, insieme a una regolare attività fisica come ginnastica dolce o Pilates, contribuisce a preservare la massa ossea e a limitare i danni legati alla menopausa. Evitare fumo, eccesso di alcol e consumo elevato di sodio riduce ulteriormente il rischio.
Quando necessario, il medico può prescrivere integratori o terapie farmacologiche. Tra i trattamenti più utilizzati figurano la terapia ormonale sostitutiva, gli agonisti selettivi dei recettori estrogenici, i bifosfonati e farmaci a base di calcio e vitamina D. La scelta terapeutica dipende dal profilo clinico della paziente e richiede sempre supervisione specialistica.