La variante K del ceppo A(H3N2) si sta diffondendo rapidamente in più Paesi. OMS: nessun segnale di maggiore gravità, ma attenzione ai contagi in aumento.
Variante K: perché sta circolando così velocemente
L’influenza sta colpendo un numero crescente di italiani e riflettori puntati sulla variante K del ceppo A(H3N2), segnalata in diversi Paesi e caratterizzata da una diffusione più ampia rispetto alle attese. In un recente aggiornamento, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha rilevato che la presenza dei virus A(H3N2) è aumentata progressivamente nell’ultimo trimestre, in concomitanza con l’avvio dell’inverno nell’emisfero nord e con la crescita delle infezioni respiratorie acute.
Secondo l’OMS, da agosto si osserva un incremento costante dei virus classificati come A(H3N2) J.2.4.1, noti come sottoclade K, individuati attraverso l’analisi delle sequenze genetiche provenienti da più Paesi. Questi virus mostrano mutazioni che li distinguono dai ceppi finora predominanti, pur rientrando nella normale evoluzione stagionale dei virus influenzali.
Al momento, i dati epidemiologici non indicano un aumento della severità clinica: non risultano incrementi nei ricoveri in area medica, in terapia intensiva o nella mortalità. I sintomi segnalati includono febbre elevata, dolori muscolari intensi, brividi, mal di gola, congestione nasale e, nei bambini, anche episodi di vomito o diarrea. Le complicanze – come bronchiti o polmoniti – interessano soprattutto over 65, donne in gravidanza, bambini piccoli e persone con patologie croniche.
Il vaccino resta una protezione importante
Le prime valutazioni mostrano che il vaccino antinfluenzale continua a offrire protezione contro le forme gravi, riducendo il rischio di ricovero sia nei bambini che negli adulti. Gli esperti dell’OMS precisano che l’efficacia contro la malattia sintomatica potrebbe variare, ma i vaccini rimangono uno strumento fondamentale per tutelare le fasce più fragili.
Anche in presenza di alcune differenze genetiche tra i virus circolanti e i ceppi inclusi nel vaccino stagionale, la vaccinazione offre comunque un livello di difesa, soprattutto verso gli esiti più severi dell’influenza. Le autorità sanitarie ribadiscono quindi l’importanza di immunizzarsi, in particolare per chi è esposto a un maggior rischio di complicanze.
Italia verso il picco stagionale
Secondo il bollettino RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, relativo alla settimana dall’1 al 7 dicembre, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute ha raggiunto 12,4 casi ogni 1.000 assistiti, con un incremento rispetto ai dati precedenti. La fascia maggiormente colpita è ancora quella dei bambini tra 0 e 4 anni, con circa 38 casi ogni 1.000.
Per quanto riguarda la circolazione virale, i campioni analizzati mostrano una predominanza netta dei virus A(H3N2) rispetto ai A(H1N1)pdm09, confermando il ruolo centrale della variante K nell’attuale stagione.
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