Tatuaggi e difese immunitarie: gli inchiostri possono agire sui linfonodi per anni

Uno studio sperimentale mostra che i pigmenti più usati nei tatuaggi non restano nella pelle, ma raggiungono i linfonodi e possono innescare un’infiammazione cronica del sistema immunitario.

I pigmenti non restano nella pelle

Le sostanze contenute negli inchiostri da tatuaggio, in particolare quelli di colore nero, rosso e verde, non rimangono confinate negli strati cutanei. Dopo l’iniezione, una parte dei pigmenti entra rapidamente nel sistema linfatico e, nel giro di poche ore, si accumula nei linfonodi, strutture centrali per la risposta immunitaria dell’organismo.

Il dato emerge da uno studio internazionale che ha coinvolto numerosi gruppi di ricerca e che si è concentrato sulla tossicità degli inchiostri più diffusi, analizzandone gli effetti attraverso test su modelli animali.

La risposta infiammatoria e il ruolo dei macrofagi

I ricercatori hanno osservato che l’ingresso dei pigmenti nei linfonodi attiva una risposta infiammatoria articolata in due fasi. La prima è acuta e di breve durata, circa due giorni. A questa segue una fase cronica, potenzialmente protratta per anni, considerata la più critica.

Durante questa fase, i pigmenti vengono inglobati dalle cellule del sistema immunitario, in particolare i macrofagi. A differenza di quanto accade con batteri o altri agenti esterni, queste cellule non riescono a degradare l’inchiostro. L’accumulo progressivo porta così alla morte dei macrofagi stessi, con un effetto più evidente in presenza di inchiostri neri e rossi.

Effetti a lungo termine e questioni aperte

Secondo i risultati dello studio, l’inchiostro rimane intrappolato nei linfonodi nel tempo, coinvolgendo anche le nuove cellule immunitarie che li popolano. Questo processo può compromettere gradualmente la capacità di risposta del sistema immunitario. I dati suggeriscono inoltre che la presenza di tatuaggi possa ridurre l’efficacia delle vaccinazioni, anche se il meccanismo necessita di ulteriori approfondimenti.

Il lavoro si inserisce in un dibattito scientifico già aperto sui possibili effetti dei tatuaggi sulla salute. Studi precedenti avevano individuato una correlazione statistica tra tatuaggi e alcune patologie del sistema linfatico, senza però chiarire i meccanismi biologici sottostanti. Le nuove evidenze contribuiscono a delineare uno scenario più preciso e rilanciano la necessità di ricerche su inchiostri e procedure più sicure, anche alla luce dei controlli che negli ultimi anni hanno già portato al ritiro dal mercato di alcuni prodotti risultati non conformi.

Linfonodi ingrossati nei bambini: parlano gli esperti

Tumore al pancreas, ricerca italiana apre la strada a nuove terapie

Dieta antinfiammatoria: come il cibo può influenzare le infiammazioni

Occhio bionico: ridà la vista a malati di retinite pigmentosa

Occhi blu: in 20 secondi con il laser