Dieta antinfiammatoria: come il cibo può influenzare le infiammazioni croniche e autoimmuni

Alcuni alimenti possono ridurre l’infiammazione cronica e sostenere l’equilibrio del sistema immunitario, contribuendo alla prevenzione di disturbi metabolici, intestinali e autoimmuni.

Infiammazione e dieta: quando il cibo può fare la differenza

L’infiammazione, che può presentarsi in forma acuta o cronica, è spesso coinvolta in numerose patologie, tra cui obesità, diabete, ipertensione, disturbi intestinali, malattie autoimmuni e neurodegenerative. In caso di infiammazione cronica, la scelta degli alimenti può influenzare lo stato infiammatorio del corpo. La presenza eccessiva di tessuto adiposo agisce come un potenziale innesco infiammatorio, ma anche le alterazioni del microbiota intestinale giocano un ruolo chiave.

Un intestino in equilibrio, grazie alla flora batterica in eubiosi, svolge una funzione di protezione. Al contrario, condizioni di disbiosi possono favorire la proliferazione di agenti patogeni e portare a una compromissione della barriera intestinale, nota come Leaky Gut Syndrome, favorendo così la diffusione di sostanze infiammatorie nel corpo.

Indicatori ematici e alimenti da preferire

Per valutare uno stato infiammatorio si possono analizzare specifici parametri nel sangue: proteina C reattiva, insulina a digiuno, curva insulinometrica, omocisteina, cortisolo e rapporto omega 6/omega 3. Quest’ultimo dovrebbe mantenersi su un valore di 4:1 per evitare squilibri proinfiammatori.

Per contrastare l’infiammazione attraverso l’alimentazione, è consigliato aumentare il consumo di verdura e frutta di stagione, cereali integrali in chicco, olio extravergine di oliva, semi oleosi, frutta secca e pesce azzurro di piccola taglia. Utili anche tè verde, cacao amaro (o cioccolato fondente oltre il 70%) e fave di cacao, grazie al loro elevato contenuto di antiossidanti. Da privilegiare anche spezie, erbe aromatiche, legumi e metodi di cottura delicati come vapore e forno.

Cibi da evitare e integrazione mirata

Per limitare la risposta infiammatoria, andrebbero ridotti alimenti come carni rosse, salumi, latticini, zucchero raffinato, farine bianche, dolci industriali, cibi in scatola e ricchi di additivi. Alcuni alimenti, come pomodori e cioccolato, vanno limitati in presenza di dermatiti o disturbi intestinali cronici, poiché ricchi di istamina o istaminoliberatori.

Infine, in caso di necessità, la dottoressa Temponi consiglia l’integrazione di probiotici, prebiotici, omega 3, vitamina C, carotenoidi e coenzima Q10 per supportare ulteriormente l’equilibrio del microbiota e ridurre lo stress ossidativo.