Allarme Oms: la “super gonorrea” cresce e diventa sempre più resistente agli antibiotici

La diffusione globale della gonorrea resistente ai farmaci è in aumento e l’Oms chiede un rafforzamento urgente dei sistemi di sorveglianza e dei trattamenti disponibili.

I dati del monitoraggio internazionale e la crescita dei ceppi resistenti

L’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala un incremento costante dei casi di gonorrea resistente agli antibiotici, un fenomeno che sta interessando un numero crescente di Paesi. L’analisi arriva dai nuovi dati del programma Egasp, rete mondiale che dal 2015 raccoglie informazioni cliniche e di laboratorio per monitorare la comparsa di ceppi sempre più difficili da trattare.

Secondo le ultime rilevazioni, tra il 2022 e il 2024 la resistenza ai principali antibiotici utilizzati nella terapia – ceftriaxone e cefixima – è aumentata rispettivamente dallo 0,8% al 5% e dall’1,7% all’11%. La resistenza alla ciprofloxacina ha raggiunto livelli ancora più elevati, pari al 95%, mentre quella all’azitromicina è rimasta stabile attorno al 4%. I tassi più alti sono stati registrati in Cambogia e Vietnam.

La rete Egasp ha ampliato la propria copertura: nel 2024 hanno inviato dati 12 Paesi, rispetto ai soli quattro del 2022. In totale sono stati segnalati 3.615 casi. Oltre metà dei casi sintomatici negli uomini proviene dalla regione del Pacifico occidentale, mentre l’Africa rappresenta il 28% delle notifiche.

Chi viene colpito e quali fattori incidono sulla trasmissione

L’età mediana dei pazienti è di 27 anni, con casi registrati dai 12 ai 94 anni. Circa il 20% dei contagi riguarda uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, e il 42% riferisce di aver avuto più partner nelle quattro settimane precedenti alla diagnosi. Una quota minore segnala l’uso recente di antibiotici (8%) o viaggi internazionali (19%).

L’Oms ricorda che l’infezione resta una delle principali Ist a livello globale e che l’aumento dei ceppi resistenti rappresenta un rischio per la salute pubblica, rendendo più complesso il ricorso alle terapie standard e aumentando il rischio di trasmissione non controllata.

Nel 2024 è stato potenziato anche il monitoraggio genomico, con quasi 3.000 campioni sequenziati in otto Paesi. Parallelamente sono in corso studi su nuovi farmaci come zoliflodacina e gepotidacina, oltre a ricerche sulla possibile prevenzione attraverso la doxiciclina.

Le richieste dell’Oms: più sorveglianza, più fondi, nuove cure

Nonostante i progressi, l’Oms sottolinea che la sorveglianza globale presenta ancora criticità: mancanza di fondi, dati incompleti e scarsa rappresentazione dei casi femminili e delle infezioni extragenitali. Per questo invita i governi a investire nei sistemi nazionali di monitoraggio, migliorare la capacità diagnostica e garantire un accesso equo agli antibiotici più recenti.

Le prossime fasi del programma prevedono anche l’ingresso di nuovi Paesi e una maggiore integrazione del monitoraggio della gonorrea all’interno dei programmi nazionali sulle infezioni sessualmente trasmissibili. Per l’Oms, una risposta globale coordinata è decisiva per contenere la diffusione dei ceppi resistenti e proteggere le cure disponibili.

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