Influenza, 1,7 milioni di casi dall’inizio della stagione: crescita rapida negli ultimi giorni

In Italia superati 1,7 milioni di contagi dall’inizio della stagione influenzale, con oltre 435 mila nuovi casi nella settimana più recente secondo i dati Iss.

L’andamento dei contagi e le fasce più colpite

La diffusione dell’influenza continua a intensificarsi, secondo l’ultimo aggiornamento della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità. Dall’inizio della stagione si stimano circa 1,7 milioni di casi, mentre nell’ultima settimana sono stati registrati 435 mila nuovi episodi di infezione respiratoria.

La fascia più colpita è quella dei bambini tra 0 e 4 anni, con un’incidenza di circa 23 casi ogni mille assistiti. Il valore nazionale complessivo si attesta a 7,64 casi ogni mille, in crescita rispetto alla settimana precedente. Gli epidemiologi rilevano un aumento continuo della circolazione dei virus respiratori, coerente con l’avvicinarsi dell’inverno.

La nuova sorveglianza basata sulle Ari

Il sistema di monitoraggio adottato da quest’anno utilizza la classificazione delle infezioni respiratorie acute (Ari) al posto delle sindromi simil influenzali (Ili). La nuova definizione include la coesistenza di sintomi come tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria o coriza, distinguendosi dal precedente modello che richiedeva anche la presenza di sintomi sistemici.

Questo cambiamento consente di rappresentare meglio la varietà dei virus respiratori in circolazione e di stimare con maggiore precisione la pressione sulle strutture sanitarie, soprattutto nelle fasce di popolazione più esposte.

Le previsioni per le prossime settimane

Gli specialisti prevedono un incremento dei casi con l’abbassamento delle temperature. L’andamento osservato suggerisce una stagione più attiva rispetto agli ultimi due anni, periodo in cui le misure legate alla pandemia avevano limitato la diffusione dei virus respiratori.

Secondo le indicazioni tecniche, il picco potrebbe collocarsi tra la fine di dicembre e le prime settimane di gennaio. Le raccomandazioni rivolte a bambini piccoli, anziani e persone con patologie croniche restano prioritarie, in considerazione dell’aumentata circolazione dei virus e della maggiore vulnerabilità dei soggetti fragili.