Influenza 2025, contagi in aumento: oltre 1,7 milioni di casi dall’inizio della stagione

L’ondata influenzale continua a crescere in Italia, con un’incidenza in aumento e fasce fragili nuovamente sotto osservazione.

Andamento della stagione e previsione del picco

La nuova stagione influenzale procede con una diffusione sempre più rapida. Dall’avvio del monitoraggio, i casi stimati hanno superato quota 1,7 milioni, con circa 435.000 nuovi contagi rilevati nell’ultima settimana. È un incremento lieve rispetto ai sette giorni precedenti, ma sufficiente a confermare una curva che si mantiene in costante salita, come indicato nel rapporto RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo valutazioni epidemiologiche diffuse in questi giorni, l’andamento della curva dipende in larga parte dalle condizioni meteorologiche e dai comportamenti sociali. Viene evidenziato come sbalzi termici, aumento dell’umidità e periodi caratterizzati da maggiori interazioni — come le festività di fine anno e il ritorno a scuola — possano agevolare il raggiungimento del picco stagionale.

Il confronto con la stagione precedente risulta complesso a causa del cambiamento nel sistema di rilevazione: non si fa più riferimento alle sindromi simil-influenzali, ma alle infezioni respiratorie acute. Sul fronte Covid, i casi e i ricoveri risultano inferiori allo stesso periodo del 2024, con le ospedalizzazioni concentrate soprattutto tra le persone con più di 65 anni.

Le fasce più colpite e le raccomandazioni sanitarie

I bambini più piccoli restano i più esposti: nella fascia 0-4 anni l’incidenza sfiora 23 casi ogni 1.000 assistiti. Su scala nazionale, il tasso complessivo è salito a 7,64 casi per mille, un livello ancora considerato basso, ma non direttamente confrontabile con gli anni passati a causa della nuova metodologia di sorveglianza.

In questo contesto, l’Istituto Superiore di Sanità ha ribadito l’importanza della prevenzione, soprattutto per i gruppi più a rischio. Le vaccinazioni restano lo strumento principale per ridurre complicazioni e ospedalizzazioni. La protezione è raccomandata:

  • agli anziani, maggiormente esposti agli esiti più severi;
  • ai bambini, spesso veicolo di circolazione virale;
  • alle persone con malattie croniche, per le quali l’influenza può aggravare condizioni preesistenti.

Rimane centrale anche la vaccinazione anti-Covid quando indicata, insieme alle misure igieniche di base come il lavaggio frequente delle mani e la riduzione dei contatti in caso di sintomi.

Primo caso umano di H5N5 negli Stati Uniti

Parallelamente, dagli Stati Uniti arriva un segnale di attenzione: nello Stato di Washington è stato identificato il primo caso umano di influenza aviaria da ceppo H5N5. L’infezione, confermata dalle autorità sanitarie locali, rappresenta il primo contagio umano registrato nel Paese da febbraio e la prima volta in assoluto in cui questo specifico ceppo viene rintracciato in un essere umano.

Il caso interrompe un periodo di nove mesi senza infezioni umane da virus aviari. Dal 2022, negli Stati Uniti è circolato soprattutto il ceppo H5N1, responsabile di ampie epidemie tra il pollame e, più recentemente, nei bovini da latte. Tra il 2024 e l’inizio del 2025 si sono contati 70 contagi a livello nazionale, con un decesso in Louisiana.

Il virus può diffondersi attraverso secrezioni e materiali biologici di animali infetti, ma al momento non risultano evidenze di trasmissione da persona a persona. Le autorità sanitarie stanno monitorando i contatti del paziente di Washington e, secondo gli ultimi aggiornamenti, non sono stati rilevati ulteriori casi collegati.

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