Cuore, scoperto il gene che può rigenerare il tessuto cardiaco dopo un infarto

Uno studio americano riattiva un gene “dormiente” del cuore capace di stimolare la crescita di nuove cellule muscolari e riparare i danni dopo un infarto.

Il gene che riaccende la rigenerazione cardiaca

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha individuato un modo per riattivare un gene silenziato alla nascita, aprendo la strada a una possibile terapia rigenerativa per il cuore. Il lavoro si è concentrato su Ccna2, un gene fondamentale durante lo sviluppo fetale, quando le cellule del muscolo cardiaco (cardiomiociti) si moltiplicano rapidamente. Dopo la nascita, questo gene si disattiva spontaneamente, e il cuore perde la capacità di rigenerarsi in caso di danno.

Gli scienziati sono riusciti a “risvegliare” Ccna2 utilizzando un vettore virale per introdurre la versione attiva del gene in cellule di muscolo cardiaco umano coltivate in vitro. L’esperimento ha mostrato che la riattivazione del gene stimola la divisione cellulare, suggerendo la possibilità di rigenerare tessuto cardiaco danneggiato.

Una possibile terapia per infarto e insufficienza cardiaca

Il coordinatore dello studio ha spiegato che l’obiettivo è fornire un trattamento in grado di permettere al cuore di ripararsi da solo dopo un infarto o in presenza di insufficienza cardiaca, riducendo la necessità di trapianti o dispositivi meccanici di supporto.

Secondo i ricercatori, questa scoperta rappresenta un passo importante nella medicina rigenerativa: “Siamo stati pionieri nell’idea che il cuore potesse guarire risvegliando i geni dormienti della divisione cellulare, e oggi ci stiamo avvicinando alla realtà clinica”.

Prossimo passo: la sperimentazione clinica

Dopo i risultati incoraggianti ottenuti in laboratorio, il team si prepara a richiedere l’autorizzazione dell’FDA (l’agenzia del farmaco americana) per avviare i primi studi clinici sull’uomo. Se confermata, la terapia basata sul gene Ccna2 potrebbe rivoluzionare il trattamento delle malattie cardiache, offrendo una nuova speranza a milioni di pazienti nel mondo.

Chirurgia estetica: oggi meno bisturi e maggiore attenzione al benessere