Tumori, nuove frontiere della lotta al cancro: test del sangue, terapie mirate e farmaci di precisione

Al Congresso Esmo di Berlino presentate le innovazioni più promettenti in oncologia: diagnosi precoci, anticorpi coniugati e nuove strategie contro il tumore alla vescica.

Diagnosi sempre più precoci grazie ai test del sangue

Si apre a Berlino il Congresso annuale della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo), che riunisce oltre 37mila esperti da tutto il mondo per discutere i progressi più recenti nella ricerca contro il cancro. Tra le novità più attese c’è un test del sangue capace di individuare oltre 50 tipi di tumore prima della comparsa dei sintomi, grazie alla rilevazione del Dna tumorale circolante.
Il nuovo esame, noto come Galleri, è ancora in fase sperimentale ma promette di rivoluzionare la diagnosi oncologica anticipando l’intervento terapeutico. Gli esperti ricordano però che, insieme al potenziale diagnostico, sarà necessario evitare un eccesso di esami inutili che potrebbero pesare sui pazienti e sul sistema sanitario.

Accanto al test Galleri, si conferma il crescente interesse verso la biopsia liquida, una tecnica non invasiva che consente di monitorare la malattia tramite un semplice prelievo di sangue. Analizzando frammenti di Dna tumorale, è possibile valutare in tempo reale le mutazioni genetiche e orientare la scelta dei trattamenti più efficaci per ogni paziente.

Anticorpi coniugati, la nuova generazione di farmaci mirati

Grande attenzione anche per gli anticorpi coniugati (Antibody-Drug Conjugate), una nuova classe di farmaci in grado di colpire in modo selettivo le cellule tumorali, riducendo al minimo gli effetti collaterali. Si tratta di molecole che combinano un anticorpo monoclonale — capace di riconoscere un bersaglio specifico presente solo sulle cellule cancerose — con un chemioterapico ad alta potenza che viene rilasciato direttamente nel punto da colpire.

Il farmaco Trastuzumab deruxtecan, già utilizzato contro il tumore al seno, è uno dei più promettenti di questa categoria e viene testato anche per neoplasie del polmone e della vescica. Gli studi presentati al congresso mostrano risultati incoraggianti, con un’elevata efficacia terapeutica e una tossicità più contenuta rispetto ai trattamenti tradizionali.

Nuove strategie contro il carcinoma della vescica

Novità importanti anche sul fronte del tumore alla vescica, una delle forme più comuni dopo i 50 anni, che in Italia colpisce quasi 30mila persone ogni anno. Per le forme superficiali, i ricercatori stanno sperimentando trattamenti alternativi al tradizionale uso del batterio BCG, mentre per i casi più avanzati si punta a combinazioni innovative di chemioterapia e immunoterapia.

Parallelamente, l’oncologia di precisione sta cambiando radicalmente l’approccio terapeutico. Sempre più spesso, la cura viene scelta in base alle alterazioni genetiche presenti nel tumore e non più soltanto all’organo colpito. Secondo le stime, un paziente su quattro potrebbe presto ricevere una terapia personalizzata, con maggiori possibilità di successo e minori effetti collaterali.

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