Uno studio del King’s College di Londra ribalta le regole tradizionali: per combattere la stitichezza cronica contano soprattutto kiwi, prugne e idratazione corretta.
Le nuove raccomandazioni scientifiche
La stitichezza cronica, definita come meno di tre evacuazioni a settimana, riguarda circa una persona su dieci e incide in modo significativo su benessere e qualità della vita. Un gruppo di ricercatori del King’s College di Londra ha analizzato decenni di studi per creare le linee guida più complete mai pubblicate sulla gestione alimentare del disturbo.
Le indicazioni, approvate anche dalla British Dietetic Association, mirano a fornire un riferimento valido per medici, dietisti e pazienti che intendono affrontare il problema senza ricorrere ai farmaci.
Le raccomandazioni, 59 in totale, sono frutto dell’analisi di 75 studi clinici controllati e riguardano fibre, probiotici, minerali, alimenti specifici e bevande. Gli autori hanno pubblicato i risultati su due riviste scientifiche internazionali: Journal of Human Nutrition & Dietetics e Neurogastroenterology & Motility.
Kiwi e prugne in prima linea
I risultati più solidi riguardano alcuni alimenti specifici, in particolare i kiwi, da consumare due al giorno, con o senza buccia. Questo frutto favorisce il transito intestinale grazie all’elevato contenuto di fibre e acqua, che ammorbidiscono le feci e ne facilitano l’espulsione.
Ottimi risultati anche per le prugne secche (otto-dieci al giorno) e per il pane di segale, mentre l’acqua ricca di minerali risulta più utile rispetto a quella del rubinetto.
Tra i minerali, l’ossido di magnesio si conferma efficace, seguito dallo psillio e da alcuni probiotici selezionati. La senna, invece, tradizionale rimedio a base vegetale, non mostra un’efficacia significativa secondo gli studi più recenti.
Fibre e probiotici: non sempre la soluzione migliore
Gli esperti sottolineano che aumentare genericamente le fibre o bere di più non basta. Una dieta equilibrata, ricca di frutta e acqua, è più efficace rispetto a un’integrazione non mirata.
Le ricerche sui probiotici sono ancora limitate e non tutte le formulazioni disponibili mostrano benefici concreti. Ancora poco esplorata è anche l’interazione tra probiotici e microbiota intestinale, che svolge un ruolo chiave nel mantenimento della regolarità.
Le nuove linee guida rappresentano dunque un cambio di prospettiva: prima di ricorrere a farmaci o lassativi, è preferibile puntare su un’alimentazione mirata e un’idratazione adeguata, basata su alimenti che agiscono naturalmente sulla motilità intestinale.