L’odore di anziano è legato a un processo naturale della pelle e non all’igiene: ecco cosa lo provoca e quali cibi possono aiutare a ridurlo.
Perché si manifesta
Con l’età, la pelle subisce un rallentamento del ricambio cellulare e un aumento dello stress ossidativo. Questo porta alla formazione del 2-nonenale, una molecola che si sviluppa dall’ossidazione dei grassi cutanei. È proprio questa sostanza a generare l’odore caratteristico, percepito come ceroso o erbaceo, che non può essere eliminato semplicemente con saponi o profumi.
Fattori che lo accentuano
Oltre all’invecchiamento, alcuni elementi possono renderlo più evidente:
- alimenti come aglio, cipolla, cibi speziati e alcolici;
- eccesso di sale nella dieta;
- stress ossidativo e sudorazione intensa;
- abiti sintetici che non permettono la traspirazione.
Per contrastarlo è fondamentale una buona igiene personale, l’uso di tessuti naturali e un’alimentazione mirata.
I funghi come alleati naturali
Gli studi sulla longevità hanno individuato nei funghi un alimento utile per riequilibrare i processi cellulari legati alla formazione del 2-nonenale. Due i composti protagonisti:
- Ergotioneina, un antiossidante che riduce la perossidazione lipidica, agendo sulla causa diretta dell’odore.
- Spermidina, capace di stimolare l’autofagia, cioè il rinnovamento cellulare, rendendo la pelle più sana e vitale.
Le varietà più ricche sono gli Shiitake e i Pleurotus (funghi Ostrica), facilmente reperibili e versatili in cucina. Possono essere inseriti in risotti, zuppe, contorni o cotti al forno, garantendo un apporto costante di nutrienti protettivi.
Funghi: ricchi di ferro e antiossidanti