Influenza in crescita: la variante K accelera i contagi e spinge verso il picco dopo le feste

Oltre 800mila nuovi casi settimanali di infezioni respiratorie in Italia, con l’influenza in forte aumento. La variante K del virus A/H3N2 domina e potrebbe spingere il picco subito dopo Natale.

Aumento dei casi e pressione sul sistema sanitario

Nell’ultima settimana monitorata, in Italia più di 816mila persone sono state colpite da infezioni respiratorie acute, quasi 100mila in più rispetto al periodo precedente. Dall’inizio della stagione, il totale dei casi ha ormai superato i 5 milioni, un dato che indica una fase ancora iniziale ma già molto intensa dell’epidemia influenzale. Oltre il 40% delle infezioni è attribuibile ai virus dell’influenza e, tra questi, più della metà è legata al ceppo A/H3N2, in particolare alla cosiddetta variante K, oggi prevalente.

Secondo gli esperti, l’andamento attuale suggerisce che il numero dei contagi continuerà a crescere nelle prossime settimane. Le festività natalizie, con viaggi, pranzi e riunioni familiari, rappresentano un contesto favorevole alla diffusione dei virus respiratori. La riapertura delle scuole dopo le vacanze potrebbe poi contribuire a un ulteriore incremento, portando il picco stagionale a manifestarsi subito dopo le feste.

Variante K e diffusione dell’influenza

La variante K del virus A/H3N2, definita anche “super flu”, presenta mutazioni che le consentono di eludere in parte l’immunità acquisita con precedenti infezioni o vaccinazioni. Questo spiega la sua elevata capacità di circolazione nella popolazione. Le autorità sanitarie concordano però su un punto: non emergono segnali di una maggiore gravità clinica rispetto alle altre influenze stagionali.

Accanto all’H3N2, continua a circolare anche il virus A/H1N1, responsabile di numerosi casi con complicanze respiratorie e polmoniti, soprattutto tra le persone fragili. La coesistenza di più ceppi influenzali contribuisce a rendere la stagione particolarmente impegnativa e prolungata, con una pressione significativa sugli ospedali, destinata a durare almeno fino a gennaio e, in alcune aree, anche oltre.

Situazione europea e misure di prevenzione

L’Italia non è un caso isolato. In Europa, più della metà dei Paesi monitorati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sta vivendo una stagione influenzale intensa e anticipata, trainata proprio dalla variante K. In diversi Stati l’attività influenzale è classificata come alta o molto alta, con milioni di cittadini costretti a letto e un aumento degli accessi ospedalieri. Alcuni Paesi mostrano segnali di stabilizzazione, ma in gran parte del continente la curva resta in salita.

In questo contesto, le raccomandazioni restano quelle consolidate: vaccinazione antinfluenzale per le persone più a rischio, attenzione ai sintomi, igiene frequente delle mani e comportamenti prudenti in presenza di febbre o malessere. Limitare i contatti con soggetti fragili quando si è sintomatici e adottare misure di protezione nei luoghi affollati può contribuire a ridurre la diffusione del virus.

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