Il rapporto RespiVirNet segnala una crescita rapida delle infezioni respiratorie acute, con quasi 5 milioni di casi dall’inizio della sorveglianza e bambini piccoli tra i più colpiti.
I numeri dell’ultima settimana
Il picco delle infezioni respiratorie acute si avvicina. Nella settimana compresa tra l’8 e il 14 dicembre, l’incidenza nella popolazione è salita a 14,7 casi ogni 1.000 assistiti, rispetto ai 12,4 della settimana precedente. Secondo la sorveglianza RespiVirNet, i nuovi casi stimati sono stati circa 817 mila, portando il totale dall’inizio della stagione a circa 4,9 milioni.
Come avviene abitualmente, la fascia d’età più colpita resta quella dei bambini tra 0 e 4 anni, con un’incidenza di circa 42 casi ogni 1.000 assistiti, nettamente superiore alla media nazionale.
Influenza in crescita e ruolo del virus A(H3N2)
Nella stessa settimana si è registrato un aumento marcato della positività ai virus influenzali, sia nella comunità sia in ambito ospedaliero, con valori rispettivamente del 36% e del 40,4%, in netto rialzo rispetto al periodo precedente.
La caratterizzazione virologica mostra una netta predominanza dei virus A(H3N2) rispetto ai ceppi A(H1N1)pdm09. Le analisi di sequenziamento indicano che, all’interno del clade 2a.3a.1, il subclade K risulta attualmente il più diffuso in Italia. I dati disponibili, tuttavia, non evidenziano un aumento della gravità clinica dei casi. Le prime stime suggeriscono che i vaccini in uso continuano a offrire protezione contro l’ospedalizzazione, pur non consentendo ancora una valutazione definitiva sull’efficacia contro le forme cliniche più lievi.
Situazione regionale e altri virus respiratori
L’intensità dell’incidenza è molto alta in Campania e Sardegna, alta in Sicilia, media in diverse regioni del Nord e del Centro, mentre resta bassa nella maggior parte delle altre aree, con il Molise ancora a livello basale.
Nel periodo considerato sono stati analizzati 3.561 campioni clinici: oltre il 40% è risultato positivo ai virus influenzali. Tra gli altri patogeni respiratori circolanti sono stati rilevati Rhinovirus, Coronavirus umani non SARS-CoV-2, virus Parainfluenzali, Adenovirus, Virus respiratorio sinciziale, Bocavirus e Metapneumovirus. Non sono emerse evidenze di ceppi aviari.
Il passaggio dalla definizione di sindrome simil-influenzale (ILI) a quella più ampia di infezione respiratoria acuta (ARI) rende complesso il confronto diretto con le stagioni precedenti, ma l’andamento conferma una fase di crescita sostenuta tipica del periodo pre-picco.
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