In un recente studio i ricercatori dell’Università San Raffaele di Milano e del Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno dimostrato che i bambini che vivono un’infanzia difficile, sono poi soggetti che da grandi avranno patologie a livello respiratorio.
Gli studiosi hanno fatto prima dei test in laboratorio su delle cavie. Successivamente esaminando anche l’essere umano, i ricercatori hanno scoperto che i bambini che vivono situazioni avverse, una volta diventati adulti sono poi soggetti a problemi respiratori. In particolare le principali vittime sono i bimbi allontanati precocemente dai genitori.
Marco Battaglia, professore di Psicopatologia dello sviluppo al San Raffaele, ha recentemente dichiarato: “Grazie a questa strategia che parte dall’osservazione sull’uomo, traslando sull’animale, sarà possibile riportare all’umano una serie di con
oscenze di genomica e neurobiologia acquisite in laboratorio. Dovremmo essere presto in grado di leggere alcuni cambiamenti di espressione genica che si verificano nell’encefalo di questi animali. La nostra missione ultima resta quella di aumentare le conoscenze dei meccanismi genetici e ambientali che influenzano manifestazioni ansiose nei bambini e giovani adulti, migliorandole strategie di prevenzione, diagnosi precoce e terapia”.
I ricercatori hanno spiegato che se l’abbandono avviene in età infantile, l’alterazione respiratoria si instaura e resta stabile almeno nella prima parte dell’età adulta.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica ‘American Journal of Medical Genetics’ e su quello di animali ‘PlosONE’.