Infezioni respiratorie in aumento: quasi 700mila nuovi casi in una settimana secondo RespiVirNet

L’ultimo bollettino segnala un incremento dell’incidenza a livello nazionale, con la fascia 0–4 anni ancora la più colpita e un’elevata circolazione dei virus influenzali.

Incidenza in crescita e 4 milioni di casi da inizio stagione

La sorveglianza RespiVirNet registra un nuovo aumento delle infezioni respiratorie acute nella settimana 1–7 dicembre, con 12,4 casi ogni mille assistiti rispetto ai 10,2 del periodo precedente. I nuovi casi stimati sono circa 695mila, per un totale che supera i 4 milioni dall’inizio della stagione. I valori più elevati riguardano, come di consueto, i bambini sotto i quattro anni, con un’incidenza pari a circa 38 casi per mille. Le analisi epidemiologiche indicano che l’andamento è coerente con quello normalmente osservato nel mese di dicembre.

Le strutture sanitarie ricordano le principali misure di prevenzione, tra cui la vaccinazione antinfluenzale, l’igiene delle mani e l’adozione di comportamenti adeguati in presenza di sintomi, soprattutto negli ambienti chiusi.

Circolazione dei virus e risultati di laboratorio

Le attività della rete RespiVirNet mostrano tassi elevati di positività ai virus influenzali sia nella comunità (25,3%) sia nei campioni di origine ospedaliera (28,8%). Tra i virus rilevati, i più diffusi risultano gli influenzali, seguiti da Rhinovirus e Adenovirus nella sorveglianza territoriale, mentre negli ospedali emergono anche i virus Parainfluenzali.

Durante la settimana sono stati analizzati 2.714 campioni: 781 sono risultati positivi per influenza, in larga parte di tipo A, con diverse varianti H1N1pdm09 e H3N2 già identificate. Sono stati inoltre rilevati 89 casi di SARS-CoV-2, 58 di VRS e altre positività riconducibili ai comuni virus respiratori stagionali. Non sono emersi campioni compatibili con ceppi aviari.

Una nuova definizione per monitorare meglio le infezioni respiratorie

La sorveglianza introduce quest’anno una modifica sostanziale nella definizione di caso. L’attenzione non riguarda più esclusivamente le sindromi simil-influenzali, ma si estende alle infezioni respiratorie acute, una categoria più ampia e in linea con gli standard europei. La nuova definizione permette di rilevare con maggiore precisione la circolazione dei virus non influenzali, rendendo più difficile il confronto diretto con i dati delle stagioni precedenti.

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