Influenza 2025-2026 partita in anticipo: oltre due milioni di casi e picco atteso a fine anno

La stagione influenzale è iniziata prima del previsto: già oltre 2 milioni di italiani colpiti e circolazione virale in aumento, con bambini e anziani tra i più coinvolti.

Una stagione influenzale già avviata e numeri in crescita

L’inverno non è ancora iniziato, ma l’influenza è già entrata nel vivo. Dall’inizio dell’autunno alla fine di novembre, il sistema di sorveglianza RespiVirNet ha stimato circa 2,1 milioni di casi di infezioni respiratorie acute in Italia. Non si tratta solo di influenza stagionale: il monitoraggio include l’insieme delle infezioni respiratorie acute, che comprendono anche altri virus come Sars-CoV-2, virus respiratorio sinciziale, rhinovirus e adenovirus.

Nelle ultime settimane, tuttavia, la quota attribuibile ai virus influenzali è in rapido aumento. I dati di laboratorio mostrano una percentuale di campioni positivi superiore all’11%, un valore che nella scorsa stagione era stato raggiunto solo a metà dicembre. Le fasce più colpite restano i bambini sotto i cinque anni e gli over 65, ovvero le categorie in cui le infezioni respiratorie possono determinare un impatto clinico più rilevante.

Virus influenzali in anticipo e possibile picco a fine dicembre

Secondo le analisi epidemiologiche europee, la circolazione dei virus influenzali ha anticipato la stagione di circa tre o quattro settimane. In Italia l’incidenza delle infezioni respiratorie acute è in costante aumento, con valori prossimi ai 9 casi ogni 1.000 assistiti e punte molto più elevate nella popolazione pediatrica.

A contribuire alla crescita dei contagi è anche la predominanza del virus influenzale di tipo A, sottotipo H3N2, noto per la sua maggiore capacità di mutazione. Nonostante questo, il quadro clinico non risulta diverso rispetto alle influenze degli anni precedenti. Le previsioni indicano che il picco stagionale potrebbe collocarsi tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, complice l’abbassamento delle temperature, le festività e il ritorno a scuola dopo le vacanze.

Sintomi, durata e ruolo della vaccinazione

L’influenza 2025-2026 presenta sintomi ben riconoscibili: febbre a esordio brusco, spesso superiore ai 38 gradi, dolori muscolari e articolari, mal di testa, spossatezza marcata, tosse secca e disturbi delle vie respiratorie superiori come mal di gola e raffreddore. Nei bambini la febbre può raggiungere valori più elevati, mentre i sintomi gastrointestinali restano meno frequenti e più tipici di virus simil-influenzali.

L’incubazione è generalmente breve, tra uno e tre giorni. La fase acuta dura in media quattro o cinque giorni, anche se la tosse e la stanchezza possono protrarsi più a lungo. Alla luce di una stagione iniziata in anticipo e di un probabile aumento dei casi nelle prossime settimane, la vaccinazione resta lo strumento principale per ridurre complicanze, ricoveri e pressione sul sistema sanitario, soprattutto nelle persone anziane, fragili e con patologie croniche, insieme alle consuete misure di igiene e prevenzione.

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