La circolazione virale cresce rapidamente e i più piccoli mostrano incidenze molto superiori alle altre fasce d’età, spingendo i pediatri a raccomandare la vaccinazione senza ulteriori ritardi.
Un avvio precoce e un ruolo decisivo dei bambini
La nuova stagione influenzale ha preso avvio con quattro settimane di anticipo e i sistemi di sorveglianza indicano già una circolazione sostenuta dei virus respiratori in Italia e nel resto d’Europa. Le stime internazionali prevedono un picco tra fine dicembre e l’inizio di gennaio. I dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità mostrano che i bambini tra 0 e 4 anni registrano le incidenze più elevate di infezioni respiratorie acute, confermando il ruolo centrale della fascia prescolare nella trasmissione dell’influenza. Le modalità di relazione nei servizi educativi favoriscono la rapida circolazione virale, rendendo questo gruppo una componente essenziale dell’andamento epidemico.
Perché i più piccoli sono più esposti
La maggiore suscettibilità dei bambini deriva dalla limitata memoria immunitaria, che li espone più facilmente alle infezioni stagionali. Il vaccino antinfluenzale offre la possibilità di attivare una risposta protettiva precoce e rappresenta una misura utile non solo per i singoli, ma anche per la comunità: immunizzare i più piccoli riduce il rischio di contagio nelle altre fasce d’età. Le società scientifiche raccomandano la vaccinazione tra i 6 mesi e i 6 anni e invitano il personale che opera nei nidi e nelle scuole dell’infanzia a prestare particolare attenzione alla prevenzione vaccinale.
La finestra vaccinale e l’appello dei pediatri
Le associazioni di pediatria segnalano che ci troviamo nella fase più intensa della stagione e che intervenire ora può incidere sull’andamento dei contagi. Secondo gli esperti, il periodo ideale per vaccinarsi rimane quello autunnale, tra ottobre e novembre, ma ribadiscono che la protezione può essere utile anche in questa fase. L’obiettivo è contenere la diffusione nelle settimane di maggiore circolazione e limitare complicanze evitabili nelle popolazioni più vulnerabili.
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