L’influenza sta circolando con tre-quattro settimane di anticipo in Europa: una nuova variante H3N2 accelera la diffusione, e le autorità invitano a vaccinarsi subito.
Una stagione influenzale iniziata troppo presto
I Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo stanno registrando un incremento insolitamente precoce dei casi di influenza. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, i contagi sono in aumento con un anticipo di 3-4 settimane rispetto alle ultime stagioni. L’agenzia segnala che una variante recentemente individuata, appartenente al sottoclade K del ceppo A(H3N2), sta guidando la circolazione.
Gli specialisti spiegano che l’anticipo della stagione rende il fattore tempo particolarmente rilevante: un aumento dei casi nelle prossime settimane potrebbe esercitare ulteriore pressione sui sistemi sanitari europei, già impegnati nella gestione di altri virus respiratori come SARS-CoV-2 e RSV.
Le previsioni indicano che, in presenza di una bassa adesione vaccinale, l’Europa potrebbe affrontare una stagione più intensa rispetto al passato, con un numero di contagi superiore alla media tipica.
L’appello alla vaccinazione e l’impatto dei virus respiratori
Gli esperti dell’Ecdc invitano la popolazione a vaccinarsi il prima possibile, sottolineando che anticipare la protezione è essenziale in una stagione che è partita in largo anticipo. L’agenzia ricorda che la vaccinazione rimane uno strumento chiave per ridurre ricoveri, complicanze e diffusione del virus nelle comunità.
Ogni anno l’influenza causa in Europa fino a 50 milioni di casi sintomatici e un numero di decessi compreso tra 15.000 e 70.000, con tutte le fasce d’età coinvolte. I bambini presentano tassi più elevati di malattia e rappresentano spesso i primi a trasmettere l’infezione all’interno delle famiglie. Si stima che fino al 20% della popolazione europea contragga l’influenza ogni anno, con un impatto rilevante su scuole, luoghi di lavoro e strutture sanitarie.
Particolarmente vulnerabili sono gli ambienti chiusi come le strutture di assistenza a lungo termine, dove la circolazione del virus può portare a focolai con alta morbilità e mortalità.
Le raccomandazioni dell’Ecdc per affrontare la stagione
Il Centro europeo indica una serie di misure prioritarie per proteggere la popolazione. Le persone con maggiore rischio di sviluppare forme gravi – tra cui over 65, donne in gravidanza, soggetti con malattie croniche o con un sistema immunitario compromesso – dovrebbero vaccinarsi senza ritardi. L’Ecdc raccomanda la vaccinazione anche agli operatori sanitari e al personale delle strutture assistenziali.
Alle strutture ospedaliere e residenziali viene chiesto di rafforzare i piani di preparazione, intensificare le misure di prevenzione e incoraggiare l’uso delle mascherine nei periodi di maggiore circolazione dei virus respiratori. Questi interventi, secondo gli esperti, possono contribuire a ridurre il peso della stagione influenzale sul sistema sanitario e sulla popolazione più fragile.