Il virus H3N2, già dominante in Australia, anticipa la sua diffusione in Giappone: gli esperti invitano l’Italia ad accelerare la campagna vaccinale.
Un ceppo in forte ripresa
Negli ultimi mesi il ceppo H3N2, uno dei principali sottotipi del virus dell’influenza A, ha ripreso vigore con una diffusione anomala rispetto al calendario stagionale. Dopo l’aumento dei casi in Australia e Nuova Zelanda, l’attenzione si è spostata sul Giappone, dove è stata dichiarata un’epidemia nazionale con oltre 6mila contagi solo nel mese di ottobre.
La precocità del contagio, unita alla circolazione di varianti virali simili a quelle dell’emisfero australe, fa temere un possibile anticipo della stagione influenzale anche in Europa. Gli epidemiologi sottolineano che, in assenza di un’adeguata copertura vaccinale, i sistemi sanitari potrebbero trovarsi sotto pressione già da novembre.
L’allarme e le raccomandazioni
Dagli esperti arrivano inviti alla prudenza. In un messaggio pubblicato sui social, è stato segnalato che in Giappone oltre cento scuole sono state chiuse per l’alto numero di infezioni causate dal ceppo H3N2, lo stesso che – insieme all’H1N1 – si prevede possa circolare anche in Italia nei prossimi mesi.
L’epidemia, spiegano gli infettivologi, è iniziata con un mese di anticipo rispetto agli anni precedenti, quando solitamente i picchi si registravano tra novembre e dicembre. L’invito è chiaro: vaccinarsi il prima possibile per contenere l’impatto dell’ondata influenzale. Attualmente, solo un italiano su quattro si sottopone alla vaccinazione stagionale, una percentuale ritenuta troppo bassa per garantire un’efficace protezione di comunità.
Cos’è e perché preoccupa l’H3N2
L’H3N2 è un sottotipo del virus dell’influenza A, appartenente alla famiglia degli ortomixovirus, già responsabile della storica “influenza di Hong Kong” del 1968. È un ceppo noto per la sua elevata capacità di mutazione genetica e antigenica, che gli consente di adattarsi rapidamente e ridurre nel tempo l’efficacia dei vaccini.
Il virus attacca principalmente le vie respiratorie, causando febbre, tosse, dolori muscolari, stanchezza e, nei casi più gravi, bronchiti o polmoniti. Le persone più a rischio sono gli anziani, i bambini piccoli e i soggetti fragili, per i quali la vaccinazione resta la principale forma di prevenzione.
Gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità monitorano costantemente l’H3N2, che viene incluso ogni anno nella composizione dei vaccini antinfluenzali stagionali per contenere il rischio di nuove epidemie.
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