Dopo i 16 milioni di casi registrati lo scorso inverno, gli esperti temono una nuova stagione influenzale intensa e precoce, con il ceppo H3N2 protagonista.
Dati preoccupanti dall’Asia
La stagione influenzale in Giappone è iniziata con oltre un mese di anticipo rispetto alla media. Le autorità sanitarie hanno confermato più di 6.000 casi e centinaia di ricoveri, con oltre 100 scuole chiuse a causa del numero crescente di contagi. È solo la seconda volta in vent’anni che il Paese dichiara un’epidemia influenzale così precoce, un segnale che fa temere un inverno difficile anche per l’Europa.
Situazioni simili si stanno verificando in altre aree dell’Asia, come India, Thailandia, Singapore e Malesia, dove migliaia di studenti sono già stati costretti a casa per sintomi influenzali. Il contagio anticipato e la diffusione rapida del virus hanno spinto gli esperti a parlare di un possibile collegamento con il ceppo H3N2, noto per provocare forme più severe della malattia.
Il collegamento con l’emisfero australe
Gli specialisti osservano con attenzione anche l’andamento dell’epidemia appena conclusa in Australia, dove il sistema di sorveglianza ha segnalato una stagione particolarmente intensa e dominata proprio dal ceppo H3N2. La coincidenza con l’aumento dei viaggi tra Australia e Giappone nelle ultime settimane dell’inverno australe fa ipotizzare che il virus abbia potuto diffondersi rapidamente verso l’Asia, anticipando così il ciclo epidemico nel resto dell’emisfero boreale.
Secondo gli infettivologi, non è ancora possibile prevedere con esattezza l’intensità o il momento del picco in Italia, ma la tendenza osservata lascia pensare a una stagione influenzale precoce e più impegnativa del solito.
Vaccinarsi resta l’unica difesa efficace
La prevenzione rimane l’unica arma concreta per ridurre i contagi e le complicanze. Gli esperti ricordano che la campagna vaccinale deve iniziare per tempo, così da garantire a quante più persone la protezione necessaria prima della diffusione del virus.
Il vaccino antinfluenzale, aggiornato ogni anno in base ai ceppi circolanti, rappresenta lo strumento più efficace per contenere l’epidemia e proteggere le categorie più fragili: anziani, bambini, donne in gravidanza e persone con patologie croniche. Tuttavia, la copertura vaccinale in Italia resta ancora insufficiente, con meno della metà degli over 65 che sceglie di immunizzarsi.
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