Previsto in Italia per il 2026, lo spray nasale contro lo shock anafilattico promette di rendere più rapido e sicuro l’intervento nelle emergenze allergiche.
Una nuova via di somministrazione per l’adrenalina
Potrebbe arrivare in Italia entro il 2026 il primo spray nasale contro lo shock anafilattico, alternativa all’attuale iniezione di adrenalina. Il prodotto, già nelle fasi finali di valutazione da parte dell’AIFA, è stato presentato al Congresso Nazionale della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic) concluso a Milano.
Le reazioni anafilattiche rappresentano una delle emergenze mediche più gravi: si manifestano improvvisamente con difficoltà respiratorie, calo della pressione e rischio di arresto cardiaco. In Italia si registrano ogni anno circa 10mila casi e tra 60 e 70 decessi, spesso dovuti a ritardi nel trattamento.
Meno paura, più tempestività nei soccorsi
Secondo gli esperti, la principale criticità nella gestione di queste crisi è legata alla paura dell’ago o all’insicurezza nell’uso dell’iniettore di adrenalina. Tra il 25% e il 60% dei pazienti esita o sbaglia la somministrazione, e molti non portano con sé il dispositivo o non lo sostituiscono una volta scaduto.
La nuova formulazione intranasale permetterà di somministrare l’adrenalina direttamente attraverso le mucose nasali, rendendo il trattamento più semplice, rapido e accessibile anche ai non sanitari. Oltre alla praticità d’uso, lo spray potrà contare su una durata di conservazione di circa 30 mesi, quasi il doppio rispetto alla versione iniettabile.
Studi clinici e prospettive
I primi risultati, pubblicati sul Journal of Allergy & Clinical Immunology in Practice, confermano l’efficacia e la sicurezza del farmaco anche in bambini e adolescenti con allergie alimentari.
Secondo i ricercatori, la disponibilità dello spray potrebbe ridurre drasticamente i tempi di intervento e salvare centinaia di vite, rappresentando una svolta nella gestione delle emergenze allergiche. Con l’approvazione dell’AIFA attesa per il prossimo anno, l’Italia si prepara ad accogliere una delle innovazioni più attese in campo allergologico.
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