Un “sesto senso” nell’intestino: i batteri che comunicano con il cervello e regolano l’appetito

Uno studio internazionale pubblicato su Nature rivela come alcune cellule intestinali percepiscano i segnali dei microbi e influenzino il comportamento alimentare.

Un nuovo tipo di comunicazione tra intestino e cervello

La relazione tra intestino e cervello si arricchisce di un nuovo capitolo. Secondo un recente studio pubblicato su Nature, il corpo umano potrebbe possedere una forma di percezione finora sconosciuta, definita dai ricercatori “senso neurobiotico”: un canale di comunicazione che permette ai batteri intestinali di dialogare direttamente con il sistema nervoso, modificando in tempo reale l’appetito e il comportamento alimentare.
Il meccanismo si basa su una proteina batterica chiamata flagellina, rilasciata dai microbi dell’intestino dopo i pasti. Alcune cellule specializzate, i neuropodi, sono in grado di riconoscerla attraverso un recettore chiamato TLR5. L’attivazione di questo recettore stimola il rilascio dell’ormone peptide YY, che invia al cervello – tramite il nervo vago – un segnale di sazietà immediata, capace di ridurre l’assunzione di cibo.

Dalle cavie ai possibili sviluppi sull’uomo

Lo studio, condotto da università e istituti di ricerca tra Stati Uniti e Messico – tra cui Stanford, Duke, MIT, Arizona, Pennsylvania e CINVESTAV – ha dimostrato il fenomeno nei topi da laboratorio. Gli animali ai quali veniva iniettata flagellina mangiavano di meno rispetto a quelli del gruppo di controllo. Nei topi privi del recettore TLR5, invece, l’appetito aumentava, portando a un incremento di peso.
Secondo gli autori, questo sistema agisce in modo indipendente dalle risposte immunitarie o metaboliche, configurandosi come un vero e proprio sesto senso intestinale. Anche se la ricerca è ancora in fase sperimentale, le implicazioni potrebbero essere rilevanti per comprendere e trattare obesità e disturbi alimentari, aprendo la strada a nuove strategie terapeutiche basate sulla modulazione del microbiota.

I batteri come “co-piloti” del comportamento umano

La scoperta rafforza l’idea che il microbiota intestinale non sia un semplice ospite, ma un partner attivo capace di influenzare molte funzioni dell’organismo, dal tono dell’umore alle abitudini alimentari. I batteri presenti nel nostro intestino, attraverso la stimolazione del sistema nervoso, potrebbero agire come veri e propri regolatori invisibili del comportamento umano.
Gli studiosi ipotizzano che il nostro corpo sia molto più interconnesso di quanto si pensasse: forse non siamo solo ciò che mangiamo, ma anche ciò che i nostri microbi ci trasmettono.

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