La “dieta planetaria” di Harvard: fino a 15 milioni di morti premature in meno ogni anno

Il piano alimentare proposto da 70 scienziati internazionali punta a migliorare la salute globale e dimezzare le emissioni legate al cibo entro il 2050.

Una dieta flessibile per salvare vite e ambiente

Una dieta ricca di vegetali, frutta, legumi e cereali integrali, con un consumo limitato di carne e latticini, potrebbe prevenire fino a 15 milioni di morti premature all’anno, ovvero circa 40.000 al giorno. È quanto emerge dal rapporto pubblicato su The Lancet e coordinato da Walter Willett dell’Università di Harvard T.H. Chan School of Public Health, che delinea la cosiddetta “dieta per la salute planetaria”.
Il piano prevede almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, tre o quattro di cereali integrali, una di legumi e frutta secca, latticini quotidiani in piccole quantità, pesce e pollo due volte a settimana, uova fino a quattro a settimana e carne rossa solo una volta a settimana. Si tratta di un modello flessibile, adattabile a gusti locali e abitudini culturali, che può essere seguito anche in versioni vegetariane o vegane.

Benefici per la salute e il pianeta

Secondo gli autori, adottare su larga scala questa dieta ridurrebbe in modo significativo i casi di cancro, malattie cardiovascolari e neurodegenerative, oltre a contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico. Le simulazioni indicano che cambiare il modo in cui si produce e si consuma cibo potrebbe tagliare della metà le emissioni globali legate all’alimentazione entro il 2050.
Il documento, redatto da 70 esperti di 35 Paesi, sottolinea come le attuali abitudini alimentari — basate su un eccesso di carne, grassi animali e zuccheri — siano malsane e insostenibili. Negli Stati Uniti e in Canada si consuma sette volte più carne rossa rispetto ai livelli raccomandati, in Europa cinque volte e in Cina quattro. Allo stesso tempo, 2,8 miliardi di persone non possono permettersi una dieta sana, mentre un miliardo soffre di denutrizione e un altro miliardo di obesità.

Il piano economico e politico per una transizione alimentare

Il rapporto propone misure concrete per trasformare i sistemi alimentari globali: spostare i sussidi agricoli verso colture sostenibili, rendere più costosi gli alimenti poco sani, agevolare quelli salutari e regolamentare la pubblicità del cibo industriale.
“Non si tratta solo di ridurre i prezzi – spiega la direttrice del Stockholm Resilience Centre, Line Gordon – ma di aumentare il potere d’acquisto per consentire a tutti di scegliere cibi più sani”.
Secondo Johan Rockström, co-presidente della commissione, “ciò che mettiamo nei nostri piatti può salvare milioni di vite, ridurre miliardi di tonnellate di emissioni e creare un sistema alimentare più equo e sostenibile”.
I ricercatori stimano che i danni alla salute e all’ambiente causati dalle attuali abitudini alimentari costino 15.000 miliardi di dollari l’anno, mentre la trasformazione del sistema richiederebbe tra 200 e 500 miliardi di dollari, con un risparmio netto di circa 5.000 miliardi.

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