L’esofagite è un’infiammazione dell’esofago che provoca bruciore e dolore retrosternale. Può derivare da reflusso, allergie, infezioni, farmaci o radiazioni.
Cause principali
L’esofagite da reflusso è la forma più diffusa ed è legata alla risalita di acidi gastrici. Colpisce circa il 20% degli adulti nei Paesi occidentali e aumenta con l’età. Tra i fattori che favoriscono il reflusso ci sono obesità, gravidanza, ernia iatale e pasti abbondanti.
Altre forme includono:
- eosinofila, legata a reazioni allergiche a cibi o allergeni ambientali, più frequente nei soggetti con altre patologie allergiche;
- infettiva, tipica dei pazienti immunodepressi, causata da funghi (Candida) o virus (Herpes, Citomegalovirus);
- da farmaci, dovuta a compresse deglutite con poca acqua o in posizione sdraiata;
- da radiazioni, come complicanza di trattamenti oncologici al torace.
Sintomi e complicazioni
Il segnale più caratteristico è il bruciore retrosternale (pirosi), spesso accompagnato da rigurgito acido e dolore toracico. In alcuni casi si manifestano tosse secca, raucedine e crisi asmatiche.
Le complicanze più gravi, dovute a infiammazione cronica, comprendono stenosi esofagea, esofago di Barrett e, in rari casi, adenocarcinoma esofageo.
Diagnosi e terapie
La diagnosi si basa sull’anamnesi e su esami come pHmetria, manometria, endoscopia e pasto baritato.
Il trattamento dipende dalla causa:
- nella MRGE si usano modifiche dello stile di vita (evitare cibi grassi, caffè, alcool, pasti serali abbondanti) e farmaci che riducono l’acidità gastrica, come inibitori di pompa protonica e anti-H2;
- nell’esofagite eosinofila la terapia prevede dieta di eliminazione e cortisonici topici;
- nelle forme infettive si prescrivono antimicotici o antivirali;
- nei casi refrattari di reflusso cronico si può ricorrere alla chirurgia con fundoplicatio secondo Nissen.