Vitamina D: carenza silente e perché non basta affidarsi agli integratori

La carenza di vitamina D è molto diffusa e spesso non presenta sintomi immediati. Individuarla e prevenirla è fondamentale per la salute di ossa e sistema immunitario.

I sintomi e i rischi della carenza

La carenza di vitamina D negli adulti può manifestarsi con dolori muscolari e maggiore fragilità delle ossa, aumentando il rischio di fratture anche in caso di traumi lievi. Nelle forme più gravi, la ridotta disponibilità di calcio e fosfati può condurre a complicazioni come iperparatiroidismo secondario. Esistono anche carenze “subcliniche”, prive di sintomi evidenti, ma capaci di compromettere lentamente la densità ossea.

Dove si trova la vitamina D

L’esposizione al sole rappresenta la principale fonte di vitamina D, con livelli plasmatici che aumentano soprattutto nei mesi più luminosi. Alcuni alimenti contribuiscono a coprirne il fabbisogno, tra cui pesce grasso (salmone, sardine, tonno), tuorli d’uovo e formaggi. In commercio esistono anche alimenti fortificati, come latte vegetale o cereali arricchiti. Tuttavia, in caso di deficit marcato, la sola alimentazione non è sufficiente a ristabilire i valori ottimali.

Chi è più a rischio

Il rischio di carenza è maggiore in chi si espone poco al sole, nelle persone anziane, in chi ha la pelle più scura o soffre di malattie che compromettono l’assorbimento intestinale, come il morbo di Crohn. Anche obesità, patologie renali ed epatiche possono interferire con la trasformazione della vitamina D in forma attiva.

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