La prostatite è un’infiammazione della ghiandola prostatica, spesso causata da batteri. Colpisce soprattutto uomini tra i 30 e i 50 anni.
Cos’è la prostatite
La prostatite è un’infiammazione della prostata, ghiandola che si trova sotto la vescica e ha un ruolo fondamentale nella produzione del liquido seminale. Non va confusa con il tumore della prostata né con l’ipertrofia prostatica benigna. Può manifestarsi in forme diverse: acuta batterica, cronica batterica, sindrome dolorosa pelvica cronica (infiammatoria o non infiammatoria) e prostatite asintomatica.
La forma acuta batterica compare in modo improvviso ed è provocata da microrganismi come Escherichia coli, Klebsiella o Proteus. L’infezione può derivare da rapporti sessuali non protetti, infezioni urinarie, procedure invasive come la biopsia prostatica o traumi al perineo.
Sintomi e diagnosi
La prostatite acuta batterica si manifesta con febbre alta, brividi, sintomi simili all’influenza, dolore nella zona pelvica, lombare e genitale, difficoltà urinarie, sangue nelle urine o nello sperma ed eiaculazione dolorosa. In alcuni casi possono comparire dolori muscolari e articolari diffusi.
La diagnosi prevede visita urologica con esplorazione rettale digitale, esami del sangue e delle urine, spermiocoltura, tampone uretrale, ecografia prostatica transrettale ed eventuali test urodinamici. L’obiettivo è identificare il batterio responsabile ed escludere altre patologie dai sintomi simili.
Cure e trattamenti
Il trattamento della prostatite acuta batterica si basa su antibiotici capaci di penetrare nella prostata, come fluorochinoloni, doxiciclina o trimetoprim-sulfametossazolo. La terapia dura in genere dalle 3 alle 6 settimane e deve essere portata a termine anche se i sintomi migliorano rapidamente, per evitare ricadute.
Nei casi più gravi, può essere necessario un ricovero ospedaliero per gestire complicanze e garantire una terapia antibiotica endovenosa. L’idratazione abbondante e il riposo completano il percorso terapeutico.