Malattia infiammatoria cronica della pelle con placche arrossate e squamose. Non è contagiosa. Diagnosi clinica; terapie topiche, fototerapia e farmaci sistemici nelle forme severe.
Cos’è e perché insorge
La psoriasi è una dermatite cronica caratterizzata da iperproliferazione dei cheratinociti e infiammazione di epidermide e derma. Si manifesta con placche ben delimitate, eritematose e ricoperte da squame grigio-argentee; talvolta è presente prurito o bruciore. Le sedi tipiche sono gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e regione lombare, ma il coinvolgimento può estendersi.
La patologia nasce dall’interazione tra predisposizione genetica e disregolazione immunitaria; numerosi geni aumentano la suscettibilità, mentre fattori scatenanti (infezioni, traumi cutanei, stress psico-fisico, scottature, fumo, alcol e alcuni farmaci) possono attivare o riacutizzare le lesioni. L’esordio è possibile a qualsiasi età, con due picchi tra 20-30 anni e 50-60 anni. In Italia interessa circa il 2-3% della popolazione.
La malattia può associarsi ad altre condizioni: obesità, diabete, ipertensione, dislipidemie, malattie infiammatorie intestinali, celiachia e disturbi dell’umore. Una quota di pazienti sviluppa coinvolgimento articolare (artrite psoriasica), con dolore e tumefazione delle piccole articolazioni e possibile interessamento dello scheletro assile.
Segni, varianti cliniche e diagnosi
Il quadro più comune è la psoriasi a placche: papule che confluiscono in chiazze ispessite e squamose, spesso recidivanti e soggette a stagionalità (miglioramento estivo, peggioramento invernale). Altre forme includono:
- Guttata: piccole lesioni “a goccia”, frequente dopo infezione streptococcica, tipica in età pediatrica e adolescenziale.
- Inversa: interessamento delle pieghe (inguine, sottomammaria, interglutea), con macerazione locale; più frequente in soggetti obesi o diabetici.
- Eritrodermica: eritema e desquamazione diffusi (>80% della superficie corporea) con prurito, dolore e rischio di complicanze sistemiche; talora richiede ricovero.
- Pustolosa: pustole sterili diffuse o localizzate (palmo-plantare), con possibile febbre e malessere.
È frequente la localizzazione al cuoio capelluto; può comparire interessamento ungueale (pitting, ispessimento, distacco). La diagnosi è clinica, supportata dal riscontro del segno di Auspitz (emorragie puntiformi dopo rimozione delle squame). In casi selezionati si ricorre a esame istologico per escludere altre dermatosi.
Terapie e gestione a lungo termine
Il trattamento è personalizzato in base a estensione, gravità, sede e comorbidità. Obiettivi: contenere l’infiammazione, prevenire peggioramenti, prolungare le remissioni.
- Topici: emollienti/idratazione per ridurre secchezza e prurito; cheratolitici (acido salicilico/glicolico) per assottigliare le squame; analoghi della vitamina D (calcipotriolo, calcitriolo, tacalcitolo) per rallentare la proliferazione; corticosteroidi in cicli brevi e con sospensione graduale, preferibilmente sotto controllo medico.
- Fototerapia: UVB a banda stretta o UVA con fotosensibilizzanti, con protocolli programmati e progressivi; utile soprattutto nelle forme a placche, meno efficace sul cuoio capelluto.
- Sistemici tradizionali: metotrexato, ciclosporina, acitretina in casi moderati-gravi o con artrite; richiedono monitoraggi per potenziali effetti su fegato, reni e apparato gastrointestinale.
- Biologici: molecole dirette contro bersagli immunitari specifici (es. anti-TNF, anti-IL-12/23, anti-IL-17). Indicate quando le terapie convenzionali falliscono o sono controindicate; efficaci ma immunosoppressive e non idonee in gravidanza o in presenza di alcune patologie.
Accanto alle cure mediche, la gestione dei fattori scatenanti è parte della strategia: controllo dello stress, trattamento tempestivo delle infezioni, fotoprotezione corretta (evitando scottature), sospensione del fumo, consumo responsabile o astensione da alcol, riduzione ponderale nei soggetti sovrappeso. Poiché l’andamento è cronico-recidivante, sono raccomandati follow-up dermatologici periodici per valutare efficacia e sicurezza delle terapie e intercettare precocemente l’artrite psoriasica.
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