Trapianto capelli: il caso dell’infoltimento

Quando si parla di trapianto di capelli spesso si tende a pensare subito al caso in cui delle persone calve intendono colmare le lacune presenti all’interno della loro chioma. Sempre più spesso però le pratiche di cura della caduta dei capelli coinvolgono anche persone la cui chioma presenta soltanto dei diradamenti, localizzati o generalizzati, sia uomini che donne. Nelle donne, in particolare, molto speso la calvizie si presenta solo lungo la scriminatura tra i capelli, mentre alcuni soggetti manifestano solo un diradamento generalizzato, con associato un forte assottigliamento dei singoli peli.

Quando agire

Non sempre il trapianto di capelli è la soluzione migliore nel caso in cui ci sia un manifesto diradamento della chioma. Il passo precedente al trapianto vero e proprio consiste nell’infoltire la chioma, come avviene ad esempio presso i centri cesareragazzi, il cosiddetto metodo CRL. Si tratta di preparare delle cosiddette epitesi, che vanno fissate al cuoio capelluto attraverso particolari collanti; tali adesivi hanno lunga durata e garantiscono la massima tenuta. Si ottiene, in breve tempo, una chioma perfettamente compatta e vaporosa, ma è bene effettuare questo tipo di trattamento solo presso dei centri specializzati, evitando i ciarlatani. Per ottenere un effetto perfettamente naturale si utilizzano capelli veri, ottenuti da donatori; il paziente può scegliere, con l’aiuto di un professionista, dei capelli quanto più simili a quelli naturali, in modo che le epitesi si mescolino al resto della capigliatura. Nel corso dei mesi saranno necessarie delle operazioni di sistemazione delle epitesi, che si potranno effettuare presso il centro in cui sono state posate.

Le tecniche per il trapianto

In alcuni casi il diradamento è eccessivamente evidente e può portare a spiacevoli effetti psicologici nel paziente, soprattutto nelle donne. Vedere la propria chioma diradarsi in modo rapido e perdere parte della propria capigliatura non è gradevole per nessuno, fortunatamente oggi esistono dei metodi che consentono di riportare la chioma al suo splendore originario. Nel caso in cui il diradamento sia di piccola entità, o localizzato in aree allungate, come avviene in genere nelle donne, si può sfruttare la tecnica di trapianto dei capelli detta FUE, acronimo che sta per Follicular Unit Extraction. In pratica si agisce prelevando i singoli follicoli piliferi dalle zone della testa in cui la chioma è ancora folta e vaporosa; tali follicoli vengono poi impiantati nelle zone toccate dal diradamento. Questo tipo di tecnica è micro invasiva, perché non crea ampie cicatrici, ma solo segni puntiformi, che si chiuderanno nell’arco di breve tempo. Questo tipo di trapianto si effettua in molti casi con semplice anestesia locale, senza dolore o disagio per il paziente.

Perché scegliere il trapianto

Sono diversi i casi in cui il trapianto di capelli è l’unico metodo che consente di avere una bella chioma. Spesso si tratta di persone che manifestano un diradamento in alcune zone della testa, con la restante capigliatura costituita da peli sani e belli. In questi casi l’autotrapianto è un’ottima soluzione, per molte persone definitiva, che consente di tornare a sorridere quando ci si guarda allo specchio.

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Readers Comments (1)

  1. Oltre alla FUE sono da segnalare la FUT e soprattutto la CFU.

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