Il governo Letta con il ministro del Welfare, Enrico Giovannini ha ben presente l’importanza del tema relativo alla riforma delle pensioni. Se l’Imu al momento sembra essere la priorità assoluta, il tema previdenziale non può certo passare in secondo piano. Per il momento è stato così, ma la situazione non potrà essere certo ignorata ancora a lungo.
Senza dimenticare che bisogna dare risposte anche agli esodati, con modifiche alla legge Fornero che si spera possano arrivare a fine settembre.
Sul tavolo di Letta la proposta più concreta dalla quale ripartire è la legge Cesare Damiano, autore della proposta sull’introduzione di una maggiore discrezionalità per il lavoratore riguardo l’età in cui andare in pensione, compresa tra i 62 e i 70 anni con almeno 35 anni di contributi versati.
Giovannini auspica un provvedimento del governo pro esodati con un ulteriore decreto di salvaguardia per altre 20-30 mila persone.
Si parla anche di quota 96 del settore scuola, vale a dire coloro i quali non hanno potuto andare in pensione per via della riforma Fornero. Prima i requisiti necessari per accedere alla pensione anticipata erano 60 anni di età e 36 di contribuzione, oppure, 40 anni di contribuzione, indipendentemente dall’età anagrafica.
Ma come detto al momento il governo ora è concentrato sull’Imu: “Per riformare l’Imu, come per le altre questioni fiscali, serve un governo e un Parlamento. Se non ci fossero l’Italia pagherà le rate di settembre e dicembre”. Lo dice il presidente del Consiglio Letta, in conferenza stampa a Baku in Azerbaigian. “Tutti rileggano gli impegni che ho preso nel mio discorso in Parlamento”, ha aggiunto il premier. Poi a una domanda sull’agibilità politica per Berlusconi, pena la crisi di governo, Letta ha risposto: “Il governo è impegnato ad affrontare i problemi degli italiani e nulla mi distoglierà da questo”.
I capigruppo del PdL di Camera e Senato, Brunetta e Schifani, a proposito dell’Imu: “Senza un governo gli italiani pagheranno l’Imu di settembre e di dicembre”. Brunetta: “L’attuale regime fiscale “ha provocato danni al sistema economico”. Schifani: “Raffreddare il clima politico”.
Pier Ferdinando Casini: “Personalmente – scrive – ritengo prioritario l’abbassamento delle tasse sul lavoro, ma c’è un’intesa che va rispettata”. Il leader Udc premette che “il patto di governo con il PdL è imperniato sul superamento dell’Imu e nessuno può far finta di non averlo saputo”. Al presidente del Consiglio “non mancherà la perizia e la lealtà di tener fede all’ impegno preannunciato nel discorso programmatico al Parlamento”, poiché “ci sono tanti modi per superare l’Imu”.
Ma cme detto dopo la risoluzione Imu dovrà essere la riforma pensioni ad avere la precedenza, per non tenere nel limbo una grossa fetta della popolazione che aspetta di veder riconosciuti i diritti di lavoratori e cittadini.
suggerisco all’on.le Damiano,così bravo a dare i numeri, di giocare un terno secco 62-35-41.
problema esodati……lo volete risolvere un buona volta, anziché parlare di mandare in pensione chi ancora lavora. Se proprio volete collegare le due cose, fatelo con criterio. Tornare al sistema quote.62+35=97……bene si va in pensione a quota 97, magari con un minimo anagrafico di 58,ossia 58+39——59+38…..e così via e un minimo contributivo di 35, ossia 62+35…….
in alternativa 41 di contributi a prescindere dall’età…….
e la facciamo finita una buona volta.
Lo capirà secondo voi?
Attenzione i c.d. quota 96 della scuola non sono diversi da tutti gli altri quota 96, se deve essere spostata la data di maturazione dal 31/12/2011 al 31/8/2012, deve essere spostata per tutti se non si vuole creare una ulteriore ingiustizia manifesta che contrasta con i principi della nostra costituzione.
ma che tipo di lavoro si può fare fino a 70 anni, così ci daranno gli incentivi? solo i politici, loro possono lavorare anche fino ad ottanta, tanto fanno solo chiacchiere!!!