Completo nero, cravatta e camicia bianca. Sembrerebbe ad impatto una brava persona ma in realtà si tratta di un truffatore. L’abito non fa il monaco e l’hanno capito bene tanti anziani che in questi ultimi giorni sono state vittime dei “truffatori”. «Buongiorno, siamo incaricati per il censimento, siamo venuti a darle una mano per compilarlo. Ci può aprire?». Questa è la classica frase che solitamente usano al citofono per addescare il proprio “cliente”. Ovviamente molti anziani ingenui e inesperti e in buona fede l’hanno aperta quella porta e li hanno fatti entrare in casa.
Una volta entrati nell’appartamento – spiegano gli esperti – le strade sono due: il truffatore o mira ad una mancia molto consistente oppure cercando di
individuare velocemente denaro o oggetti preziosi per poi portarseli via. Insomma una vera e propria truffa-rapina.
La “truffa del censimento” sta fortunatamente ben presto facendo il giro sperando che arrivi anche ai più anziani. «Qui da noi se ne parla eccome – confermano Michele Nasso e Andrea Sacco, gestori del circolo Camandona di via Torino – Qualche cliente ha riferito di essere stato contattato da sconosciuti, ma per fortuna non hanno aperto».
Dal Comune arriva un appello: «Raccomandiamo a tutti i cittadini di non aprire la porta a persone che si spacciano per incaricati Istat o pretendono di ritirare i moduli del censimento. Con ogni probabilità si tratta di truffatori. Se si verificano episodi di questo genere è importante avvertire immediatamente i carabinieri o la polizia municipale. Gli uffici per la consegna sono in piazza Di Vittorio, piazza Camandona e al palazzo Torre di via Del Pascolo e il servizio è assolutamente gratuito per l’utenza».
E’ bene sottolineare che i veri rilevatori di questo censimento 2011 possono realmente bussare alla porta dei cittadini in questo periodo, per svolgere la rilevazione degli edifici. Si tratta di andare di edificio in edificio e di annotarne le caratteristiche esterne (stato di conservazione, numero di piani, materiale utilizzato…), nonchè il periodo di costruzione. Ovviamente il rilevatore è costretto a chiedere alle persone che vi abitano alcune di queste informazioni (perchè l’ISTAT non le abbia inserite nel questionario è un mistero!), e non è certo strano che, già che c’è, chieda alle persone se hanno già compilato il questionario di consegnarglielo. Questo per risparmiare tempo, e per guadagnare qualche spicciolo in più (i rilevatori sono pagati a cottimo per ogni questionario raccolto e revisionato). Naturalmente nessun rilevatore può chiedere denaro alle persone per l’eventuale ausilio nella compilazione, e se lo fa è passibile di denuncia penale.
Ad ogni buon conto, in genere i veri rilevatori non hanno alcun interesse (nè il tempo) di entrare nelle abitazioni private, quindi solitamente è facile scoprire i malintenzionati.
La questione si farà invece più critica dopo il 20 di novembre, ovvero quando i comuni cominceranno a tirare le somme dei questionari consegnati e quelli non ancora consegnati dalle persone, ed i rilevatori dovranno necessariamente bussare alle porte dei cittadini per ritirare i questionari. Fortunatamente i rilevatori autentici hanno un tesserino di riconoscimento rilasciato dal Comune.