Le ultime dichiarazioni del cantante Vasco Rossi hanno smosso gli oncologi. Vasco dichiara durante un’intervista a “Vanity Fair”: “Se avessi avuto un cancro non mi sarei curato. Antidolorifici e Caraibi, ecco quello che avrei fatto”. Tali affermazioni non sono rimaste senza risposta.
Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia del prestigioso Istituto Nazionale Tumori di Aviano, dichiara: «Le affermazioni di Vasco Rossi sono in forte contrasto con la realtà perché anche se questa potrebbe essere solo una sua considerazione personale, visto il personaggio pubblico, è un invito a molti pazienti a non essere trattati ed eventualmente guariti dalla loro malattia oncologica e senza, tra l’altro, rispetto e una parola di conforto per tutti coloro che oggi stanno affrontando questa terribile esperienza personalmente o con una persona cara e fra i quali ci sono sicuramente molti dei suoi fan».
Intanto la malattia di Vasco Rossi preoccupa il figlio Davide. Quest’ultimo in una recente intervista dichiara: ”La malattia di mio padre mi ha aiutato a ritrovarlo“. “Non posso spegnere il telefono ma sono pochissime le persone alle quali voglio rispondere“. “Perche così so che la situazione è sotto controllo. Se lo spegnesse potrebbe voler dire che la cosa si sta mettendo male”.
Mi dispiace ammetterlo ma, per mia conoscenza personale, il tumore non è affatto debbellato. Ho perso molti miei cari, ciascuno di loro nel giro di 2 anni di “cure”. Mio fratello ha scritto un libro e si è dedicato ala famiglia e agli addii. No, io non andrei ai Caraibi. Sì agli antidolorifici e antidepressivi e giù a mettere ordine nella mia vita sotto il profilo economico sociale e personale. E, infine, esperienza docet, una clinica attrezzata per gli ultimi giorni con il minor grado di sofferenza e coma programmato.
Lo abbiamo sempre saputo di non essere eterni. No?
Vasco, mi auguro tu stia bene. Anche io sono ancora qui.
Bianca