Domani l’Italia si blocca per lo sciopero indetto dalla Cgil. Incroceranno le braccia categoria trasversali di lavoratori, con il risultato che i disagi riguarderanno a 360 gradi tutti i cittadini. I disagi maggiori deriveranno certamente dallo stop ai trasporti. I lavoratori dei mezzi sciopereranno per 8 ore. Bus, metro, tram e ferrovie concesse incroceranno le braccia in base a orari stabiliti città per città, ma sempre rispettando le fasce di garanzia in modo da assicurare un minimo servizio ai cittadini e disagi ridotti al minimo.
A Roma e a Napoli dalle 9 alle 17; a Milano dalle 18 a fine turno. Occhio a chi deve volare: possibili disagi per il traspo
rto aereo dalle 10 alle 18. Per chi viaggia via mare, invece, è bene sapere che navi e traghetti che ritarderanno di 8 ore le partenze. Il trasporto su ruota invece prevede il blocco degli autisti di camion che si fermeranno per tutto l’arco della giornata come il personale dell’Anas. Sciopererà anche il settore dell’autonoleggio, del soccorso stradale e delle autoscuole. Susanna Camusso spiega le motivazioni dello sciopero, provocato dalla Manovra Finanziaria e dai suoi ultimi sviluppi: “Oggi siamo di fronte a un governo che, basando il suo potere sui privilegi, non è in grado di affrontare i veri nodi dei tagli al costo della politica”, sostiene la segretaria della Cgil in una nota stampa. Tutto ciò che il governo fa o non fa “è il frutto della mancanza complessiva di un progetto per il Paese”.
Lo sciopero generale di otto ore prevede oltre 100 manifestazioni in tutta Italia. Uno dei punti più dolenti della Manovra, secondo la Cgil, riguarda l’art.8 sui cosiddetti “licenziamenti facili”, che secondo la Camusso “hanno come scopo l’abolizione del contratto nazionale, dello Statuto dei lavoratori e dei diritti di questi ultimi”. Ma in generale la Cgil critica la Manovra Finanziaria di Tremonti nel complesso, giudicandola deleteria per l’Italia e per la sua economia. Secondo la Camusso i provvedimenti economici del governo Berlusconi avranno per il nostro Paese “un effetto depressivo, che prepara il campo a nuove e dannose manovre economiche”.