Le diete dimagranti spesso portano ad un’alterazione dell’umore e a un primo stadio di depressione. Nella moderna classificazione, la depressione era considerata un disturbo affettivo, poi è stata fatta rientrare nei disturbi dell’umore.
L’umore comprende, oltre alla depressione, anche l’euforia e cioè i cosiddetti disturbi maniacali. Per comprendere meglio questa classificazione si potrebbe pensare all’umore come al clima, considerando invece l’affetto come il tempo: il primo è duraturo, mentre il secondo è transitorio e cangiante.
L’umore può essere depresso, euforico, irritabile o disforico e l’umore normale si definisce col termine di eutimico.
L’affetto comprende concetti quali tristezza ed esaltazione oppure ansia e aggressività.
La depressione coinvolge, in misura da lieve a severa, tutto l’universo psichico del paziente: nei casi lievi, si manifesta come semplice malessere psichico, come una tristezza senza motivo.
Nei casi gravi essa domina interamente la personalità del malato limitandone le facoltà intellettive a un nucleo di pensieri che possono addirittura portare a un’errata percezione della realtà assumendo carattere delirante.
E con un rallentamento dei processi associativi e delle volontà, talvolta fino all’arresto psicomotorio.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la depressione occupa il quarto posto della classifica delle principali patologie e negli Stati Uniti e in Europa.
Individuare il numero esatto dei soggetti colpiti da depressione è piuttosto arduo. Si tratta di una malattia complessa da diagnosticare.
Le donne restano le principali vittime della depressione. Una delle prove è rappresentata dalla nota depressione post partum.
Il disturbo più lieve è rappresentato da modesto senso di tristezza e facilità al pianto che si presenta a qualche giorno di distanza dal parto e che ormai viene considerato fisiologico.