Additivi negli alimenti, nuovi studi riaprono il dibattito sui rischi per reni e fegato

Nuove ricerche suggeriscono possibili effetti di sorbato di potassio e sorbitolo su reni e fegato, mettendo in discussione la sicurezza di alcuni additivi molto diffusi.

Sorbato di potassio e possibili effetti sui reni

Gli additivi alimentari sono da tempo sotto osservazione per il loro possibile ruolo negli effetti negativi associati al consumo abituale di alimenti ultra-processati. Tra questi, il sorbato di potassio (E202), uno dei conservanti più utilizzati, è stato oggetto di un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori della Jiao Tong University School of Medicine di Shanghai e pubblicato sulla rivista scientifica iMetaMed.

Utilizzando modelli avanzati di tossicologia di rete e strumenti di intelligenza artificiale, i ricercatori hanno analizzato centinaia di potenziali interazioni molecolari del conservante, individuando numerosi meccanismi biologici compatibili con un danno renale acuto. Le analisi suggeriscono che l’esposizione al sorbato di potassio possa attivare processi infiammatori e alterare il metabolismo dei lipidi, con effetti simili a quelli osservati in patologie renali come glomerulonefrite e fibrosi. Test di laboratorio su cellule renali hanno confermato la presenza di lesioni cellulari e una ridotta capacità di recupero.

Sorbitolo sotto esame per il fegato

Un secondo studio, pubblicato su Science Signaling, ha invece analizzato il sorbitolo, un dolcificante molto presente nei prodotti “senza zucchero”. La ricerca è stata condotta da scienziati della Washington University di Saint Louis, che hanno utilizzato il pesce zebra come modello sperimentale.

I risultati indicano che il sorbitolo può accumularsi nel fegato e venire convertito in fruttosio, contribuendo a processi metabolici associati all’accumulo di grasso epatico. Lo studio evidenzia anche come il microbiota intestinale giochi un ruolo chiave: la presenza di specifici ceppi batterici può ridurre l’impatto del sorbitolo, ma solo entro certi limiti. Un consumo eccessivo, o alterazioni metaboliche come quelle legate al diabete, possono superare queste difese naturali.

Additivi, consumo abituale e attenzione alle etichette

Nel complesso, le due ricerche suggeriscono che additivi finora considerati sicuri possano avere effetti biologici più complessi di quanto ipotizzato, soprattutto in caso di assunzione regolare attraverso alimenti ultra-processati. I risultati non portano a conclusioni definitive sull’uomo, ma rafforzano l’esigenza di valutazioni più approfondite e di un approccio prudente al consumo di prodotti che contengono sorbato di potassio e sorbitolo.

Alla luce di queste evidenze, cresce l’attenzione sull’importanza di leggere le etichette e di limitare l’assunzione frequente di additivi, in attesa di ulteriori studi che chiariscano l’impatto a lungo termine sulla salute umana.

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