Nei reparti ospedalieri aumentano i casi gravi di influenza, con forme cardiache e respiratorie che colpiscono sia giovani adulti sia anziani non vaccinati.
Casi gravi in crescita negli ospedali
In diversi reparti ospedalieri italiani si registra un incremento di pazienti ricoverati per complicanze influenzali, con quadri clinici più severi rispetto alle stagioni precedenti. Tra i casi più recenti figurano giovani adulti con infiammazioni cardiache e anziani con polmoniti che richiedono assistenza ospedaliera. Gli specialisti segnalano che la diffusione del virus è in rapido aumento e che l’intensità della stagione non ha ancora raggiunto il picco.
Un ceppo che aggira parte dell’immunità
Il virus responsabile dell’ondata attuale appartiene a una variante influenzale della famiglia H3N2, caratterizzata da mutazioni che riducono la protezione conferita da precedenti infezioni o dalle vaccinazioni delle stagioni passate. I pediatri rilevano che i bambini, meno vaccinati rispetto ad altre fasce d’età, rappresentano uno dei principali vettori dell’infezione, con un impatto diretto sulla diffusione tra adulti e anziani.
Vaccinazione potenziata ma adesione ancora insufficiente
In alcune regioni è stato ampliato l’accesso gratuito al vaccino, con somministrazioni effettuate negli ambulatori territoriali, nelle farmacie e nelle strutture residenziali. Nonostante l’incremento delle adesioni rispetto allo scorso anno, resta una percentuale di popolazione che sceglie di non vaccinarsi. Gli infettivologi ricordano che l’influenza può colpire organi diversi — cuore, reni, cervello, fegato e polmoni — e sottolineano l’importanza della prevenzione per ridurre sia le forme gravi sia i costi sociali legati alle assenze dal lavoro e alla chiusura delle scuole. Gli operatori sanitari avvertono che l’attuale fase epidemica richiede particolare attenzione e invitano i cittadini a valutare le misure preventive disponibili.
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