Tumore del colon-retto, in Italia un decesso ogni 25 minuti: l’allarme degli esperti sulla scarsa adesione agli screening

Ogni anno circa 50mila nuovi casi e 23mila decessi. La diagnosi precoce può ridurre la mortalità fino al 58%, ma solo un italiano su tre partecipa agli screening.

Un’emergenza silenziosa

Il tumore del colon-retto continua a rappresentare una delle principali cause di morte oncologica in Italia. Secondo i dati diffusi dalla Società italiana di endoscopia digestiva (Sied), nel nostro Paese si registra un decesso ogni 25 minuti. Si tratta del secondo tumore più letale per le donne e del terzo per gli uomini, con 50mila nuovi casi all’anno e una mortalità stimata intorno al 46%.

Eppure, è anche una delle neoplasie che risponde meglio alle politiche di prevenzione. Gli screening, attraverso la colonscopia, possono infatti ridurre la mortalità dal 36 al 58%, secondo diversi studi internazionali.

Nord virtuoso, Sud in ritardo

Il problema, denunciano gli esperti, è la scarsa adesione ai programmi di screening e la forte disomogeneità territoriale. Le ultime rilevazioni del Gruppo Italiano Screening Tumori Colorettali (GISCoR) mostrano una copertura del 97% al Nord e del 93% al Centro, ma solo del 45% al Sud. Ancora più basse le percentuali di partecipazione: al Nord si sottopone alla colonscopia il 46% dei cittadini invitati, al Centro il 30% (con il Lazio sotto il 20%) e al Sud appena il 20%, con Sicilia e Calabria in coda.

Questi dati, avvertono i medici, rappresentano un campanello d’allarme: l’organizzazione sanitaria funziona, ma manca la cultura della prevenzione. Per questo la Sied ha annunciato una campagna nazionale di sensibilizzazione rivolta soprattutto ai giovani, per diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza dei controlli.

Nuove tecnologie e collaborazioni internazionali

Il tema sarà al centro del corso nazionale Sied, in programma dal 22 al 24 ottobre a Palermo, dedicato all’endoscopia operativa e ai nuovi network internazionali. L’incontro riunirà alcuni dei maggiori esperti mondiali, tra cui studiosi del National Cancer Center Hospital di Tokyo, centro di riferimento globale per la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto.

Oltre alla sensibilizzazione, la Sied punta a potenziare le tecniche endoscopiche avanzate, con nuove collaborazioni scientifiche e tecnologiche tra ospedali italiani e istituti di ricerca internazionali. L’obiettivo è duplice: aumentare la capacità diagnostica e offrire ai pazienti interventi mininvasivi sempre più efficaci.

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