Nuove ricerche sui recettori Gpcr: finanziato progetto della Scuola Normale per terapie oncologiche potenziate

Un programma quinquennale userà tecniche avanzate di intelligenza artificiale per studiare i recettori Gpcr e individuare nuovi possibili trattamenti contro tumori difficili.

Un finanziamento mirato a ripensare farmaci già esistenti

Un nuovo progetto di ricerca della Scuola Normale Superiore di Pisa ottiene il sostegno della Fondazione per la ricerca sul cancro per cinque anni, con l’obiettivo di esplorare il potenziale terapeutico dei recettori Gpcr. Si tratta della più ampia famiglia di recettori posti sulla membrana cellulare, già utilizzati in numerosi ambiti clinici ma finora poco investigati in oncologia. L’iniziativa punta a comprendere come questi recettori influenzino l’interazione tra le cellule tumorali e il loro microambiente, valutando la possibilità di reindirizzare farmaci già disponibili verso nuove indicazioni antitumorali.

L’intelligenza artificiale al centro dell’analisi dei dati biologici

Il progetto analizzerà grandi quantità di dati genomici attraverso piattaforme di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di individuare schemi di attivazione e vulnerabilità dei Gpcr in diversi tipi di tumore. Le analisi saranno svolte nei laboratori della Normale e integrate con collaborazioni internazionali per approfondire i meccanismi di segnalazione cellulare e per sviluppare strumenti molecolari in grado di interferire con tali vie. Tra le tecnologie previste ci sono anche nanobodies progettati per modulare selettivamente specifici recettori.

Focus su due tumori gastro-intestinali ad alta complessità

Una parte del progetto verrà dedicata a due patologie tra le più difficili da trattare: l’adenocarcinoma pancreatico duttale e l’epatocarcinoma. Le ricerche includeranno il prelievo di tessuti da pazienti sottoposti a resezione o trapianto di fegato, la generazione di modelli in vitro per test farmacologici e la caratterizzazione omica dei campioni. L’obiettivo è verificare se i Gpcr possano costituire nuovi bersagli in tumori che presentano scarse opzioni terapeutiche e tassi di sopravvivenza molto bassi.

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