Influenza, casi in aumento e prima variante resistente agli antivirali: i dati aggiornati sulla stagione 2025

Le infezioni respiratorie superano il mezzo milione in una settimana e cresce la diffusione di una mutazione che riduce l’efficacia dell’oseltamivir.

Contagi in crescita e bambini tra i più colpiti

La stagione influenzale sta accelerando. Secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nell’ultima settimana circa 585 mila persone hanno sviluppato un’infezione respiratoria, con un’incidenza pari a 10,4 casi ogni mille abitanti e un aumento di oltre l’11% rispetto alla settimana precedente. Dall’inizio della stagione le stime superano i 3,3 milioni di casi.
L’incidenza più elevata riguarda i bambini sotto i quattro anni, che registrano valori tre volte superiori alla media nazionale. Anche le fasce di età 5-14 anni e 15-24 mostrano livelli significativamente più alti rispetto agli adulti, mentre tra gli over 65 l’incidenza si attesta a 5,5 casi per mille.
A livello regionale, la Sardegna presenta i valori più alti, seguita da Campania e Lombardia, mentre alcune aree come Liguria, Molise, provincia di Trento e Umbria mostrano ancora livelli basali. Il trend complessivo viene considerato in linea con le attese stagionali.

Circolazione dei virus e andamento delle varianti

La quota di virus influenzali rilevati nei campioni analizzati continua ad aumentare: nella settimana di riferimento, il 20,3% dei tamponi inviati ai laboratori della rete ha dato esito positivo per l’influenza, quasi esclusivamente di tipo A. All’interno di questa categoria, la variante A/H3N2 risulta la più diffusa, superando largamente la presenza dei virus A/H1N1.
La circolazione del SarsCoV2 resta limitata, con una positività al 4% nei campioni esaminati. Anche il Virus Respiratorio Sinciziale mantiene livelli contenuti, mentre Rhinovirus e virus Parainfluenzali restano tra i più rilevati. Non emergono, al momento, segnali di influenza aviaria nell’uomo.

La mutazione S247N e la ridotta efficacia dell’oseltamivir

Parallelamente alla crescita dei casi, aumenta l’attenzione scientifica per la diffusione di una variante dei virus influenzali caratterizzata dalla mutazione S247N della neuraminidasi, che riduce la risposta al trattamento con oseltamivir.
Uno studio coordinato da un centro di ricerca europeo e pubblicato su una rivista scientifica internazionale ha rilevato che, in Catalogna, l’11,8% dei campioni di influenza A/H1N1 analizzati dall’inizio della stagione presenta questa mutazione. Un quadro simile è stato registrato anche in Francia, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca e Belgio, dove la variante rappresenta circa il 2,2% delle sequenze esaminate.
Gli autori evidenziano che ulteriori mutazioni in combinazione con S247N potrebbero determinare una resistenza completa agli antivirali, motivo per cui invitano al rafforzamento della sorveglianza sui ceppi A/H1N1 circolanti in Europa.

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