Influenza, incidenza in crescita in Italia: i dati della settimana 46 e cosa dicono le previsioni

L’incidenza nazionale sale a 7,91 casi ogni mille assistiti: segnali di crescita, picco atteso tra fine dicembre e inizio gennaio secondo le analisi internazionali.

L’evoluzione della stagione influenzale e le stime sul picco

Nella quarantaseiesima settimana del 2025 l’incidenza delle sindromi simil-influenzali in Italia raggiunge 7,91 casi ogni mille assistiti, valore considerato di bassa intensità ma comunque il più alto registrato dall’avvio della stagione. Le stime indicano circa 14mila nuovi casi settimanali, sulla base della sorveglianza Influnet che aggiorna ogni settimana l’andamento dei virus influenzali e respiratori.

Nelle settimane precedenti i livelli erano rimasti inferiori, delineando una crescita progressiva tipica del periodo autunnale. Il confronto con la serie storica mostra un quadro più lieve rispetto al massimo raggiunto nella stagione 2023-2024, quando si toccarono 18,45 casi ogni mille assistiti nella settimana 52.

Le valutazioni europee evidenziano un anticipo di circa quattro settimane rispetto alle annate più recenti. Le analisi internazionali prevedono un picco intorno al 50% di positività tra fine dicembre e l’inizio di gennaio, periodo in cui la circolazione virale tende a raggiungere la massima intensità.

Le differenze regionali e gli scostamenti della settimana

La distribuzione geografica mostra un andamento eterogeneo. Il Piemonte registra l’incidenza più alta con 8,83 casi ogni mille assistiti, risultando la regione più colpita nella settimana osservata.

Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Sicilia, Abruzzo, Lombardia, Puglia, Lazio, Sardegna, Toscana e Marche rientrano nella fascia di intensità bassa, mentre restano in area basale Umbria, Molise, Campania, Provincia di Trento, Liguria, Basilicata, Veneto, Provincia di Bolzano e Valle d’Aosta.

Le variazioni settimanali evidenziano una crescita marcata nella Provincia di Bolzano, passata da 2,87 a 6,59 casi ogni mille assistiti. La riduzione più contenuta riguarda la Puglia, dove il calo è stato di 0,15 punti rispetto alla settimana precedente.

Le fasce d’età più colpite e il ruolo dei contesti scolastici

Il dato più elevato riguarda i bambini piccoli, che raggiungono 25,68 casi ogni mille assistiti, confermandosi la fascia più vulnerabile dell’intera popolazione. L’incidenza scende a 7,99 nei bambini e preadolescenti e a 7,59 negli adolescenti e negli adulti. Gli anziani registrano il valore più basso, pari a 4,76.

Le differenze riflettono la maggiore esposizione dei più giovani nei contesti scolastici e nelle attività ad alta socialità, dove la trasmissione delle infezioni respiratorie avviene con maggiore facilità.

Raffreddori in aumento: il Rhinovirus domina la scena

Malattie Rare: prima stima del numero di casi di malattia di Huntington