White striping nel pollo: un’indagine svela che oltre il 90% dei petti in vendita presenta la patologia muscolare

Secondo l’associazione Essere Animali, quasi tutte le confezioni di pollo a marchio Conad, Coop ed Esselunga mostrano segni di white striping, un’anomalia legata alla crescita accelerata dei volatili.

L’indagine su 619 confezioni in 48 supermercati

Tra aprile e maggio 2025, Essere Animali ha analizzato 619 confezioni di petto di pollo vendute in 48 punti vendita italiani appartenenti a Conad, Coop ed Esselunga. Nel 90% dei casi sono stati individuati segni di white striping, una patologia muscolare degenerativa che si manifesta con striature bianche di grasso e tessuto cicatriziale.
Il fenomeno è stato riscontrato nel 92% dei prodotti Conad, nel 90,6% di Coop e nel 96,4% di Esselunga. In oltre la metà dei casi, la gravità è risultata elevata (livello 2 o 3), con percentuali fino al 55% nei campioni Coop non traslucidi.
Secondo il report, questa condizione “indica un peggioramento qualitativo della carne, con più grassi (fino al +224%) e meno proteine (fino al -9%)”.

Le cause: allevamenti intensivi e razze a crescita rapida

Il white striping è tipico dei polli allevati con ritmi di crescita accelerati, spiega Essere Animali. In Italia ogni anno vengono macellati oltre 500 milioni di capi, più del 90% provenienti da allevamenti intensivi.
Negli ultimi decenni, la selezione genetica ha portato a razze con muscoli pettorali sempre più grandi: oggi il petto dei polli a rapido accrescimento è due terzi più voluminoso rispetto al passato. Tuttavia, la crescita veloce dei muscoli supera la capacità del sistema circolatorio di fornire ossigeno e nutrienti, causando danni e degenerazione delle fibre muscolari, poi sostituite da tessuto fibroso e grasso.

Le richieste di maggiore trasparenza e la replica delle aziende

L’associazione invita le catene coinvolte ad aderire allo European Chicken Commitment (ECC), uno standard adottato da oltre 300 aziende europee che prevede razze a crescita più lenta e condizioni di allevamento migliori. Alcune insegne italiane come Carrefour, Eataly e Cortilia hanno già aderito all’iniziativa.
Coop, interpellata sull’indagine, ha dichiarato che il white striping è “una caratteristica visiva nota, che non comporta rischi per la sicurezza alimentare”. L’azienda sottolinea di effettuare controlli regolari “su oltre 1.500 confezioni l’anno” e di aver riscontrato una presenza inferiore al 5%. Coop aggiunge di avere “rigorosi standard di qualità e benessere animale”, che prevedono maggiori spazi negli allevamenti, luce naturale, materiali becchettabili e divieto di antibiotici.

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